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Fabrizio Frizzi, Pupo: il ricordo e le polemiche del noto cantante

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Fabrizio Frizzi, Pupo accusa: il ricordo sui social network e le polemiche del noto cantante nel corso di alcune interviste a quotidiani di rilievo nazionale.

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Fabrizio Frizzi e Pupo (foto da Twitter)

Aperta stamattina in viale Mazzini, sede della Rai, la Camera Ardente per Fabrizio Frizzi, il conduttore televisivo scomparso l’altra notte a 60 anni a causa di un’emorragia che non gli ha lasciato scampo. In tanti, in queste ore, lasciano un messaggio di ricordo per il conduttore e grazie è lo strazio tra i suoi colleghi, che lo ricordano con stima e affetto, sottolineando l’aspetto “gentile” del suo carattere. Senza dubbio, Fabrizio Frizzi ha lasciato nel mondo della televisione italiana un vuoto incolmabile, ma la sua morte ha avuto anche una coda polemica. In queste ore, infatti, sta facendo discutere quanto scritto da Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, sui social network. I due hanno lavorato insieme nel 2014 a Ti lascio una canzone, oltre ad aver giocato tante Partite del Cuore e aver presenziato a decine di eventi in giro per il mondo. Pupo, quindi, ricorda così l’amico: “Soltanto due anni fa, eravamo insieme qua, alle cascate del Niagara. Abbiamo condiviso momenti professionali meravigliosi ed altri, privati, in cui mi raccontavi le tue sofferenze e le angosce che gli ipocriti che oggi ti rimpiangono, ti avevano causato. Non ho parole fratello”. Gli stessi toni polemici sono stati usati da Pupo in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

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Morte di Fabrizio Frizzi, Pupo e le dure accuse ai vertici Rai

Intervistato da ilfattoquotidiano.it, Pupo torna su quel post e non risparmia però anche critiche dure, rivolte ai vertici Rai: “Nello stare insieme in quei giorni, non avendo altre distrazioni, abbiamo parlato molto intimamente. Una coincidenza, questa, che mi ha portato a sottolineare ciò che mi dà più fastidio in questi momenti: l’ipocrisia. Soprattutto quella di molti dirigenti della Rai che umanamente non valgono molto. Prima lo hanno massacrato e adesso lo esaltano. Se Fabrizio Frizzi negli ultimi tempi era tornato in auge, non era stato grazie alla Rai, ma grazie alla generosità di Carlo Conti che lo aveva imposto a L’Eredità”. Il cantante insiste e usa parole durissime: “Fabrizio amava la Rai perché era un volto fortemente Rai, ma si tratta di un’azienda effimera nel senso umano ed etico perché dipende da persone che continuamente si alternano. Non vengono mai curati i rapporti con i talenti a disposizione, i dirigenti curano solo il proprio interesse politico e la propria poltrona. Lui soffriva molto di questo, mi ha raccontato delle sue angosce e sofferenze. Lui mi diceva sempre che sarebbe voluto essere come me perché io parlo, mi sfogo e mando al diavolo. Lui invece interiorizzava e non riusciva a sfogarsi”. Quindi ricorda il carattere di Fabrizio Frizzi: “Era una persona perbene, leale, generosa. Si parla di bontà, ma non so cosa voglia dire. Noi che facciamo questo mestiere siamo talmente egocentrici e cinici che ci meravigliamo delle persone corrette. Tanti di quelli che domani andranno al funerale, o che oggi si espongono per lui, probabilmente invidieranno l’attenzione e il bene nei suoi confronti. C’è un’ipocrisia in questo mondo che neanche ci immaginiamo”.

Morte di Fabrizio Frizzi: il dolore dei familiari

A cura di Gabriele Mastroleo