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Ballando con le Stelle: Ciacci, voglio essere giudicato solo per il ballo

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Il presunto caso di omofobia scoppiato la scorsa settimana durante la puntata di Ballando con le Stelle continua a far discutere.

Dopo gli avvenimenti della scorsa settimana sul presunto caso di omofobia scatenato da di Ivan Zazzaroni nei confronti di Giovanni Ciacci, come prevedibile l’argomento è stato riaffrontato in studio dopo l’esibizione della coppia Ciacci e Todaro anche questa sera.

Le riflessioni dei giurati

giuria ballando con le stelleMilly Carlucci chiede ad ognuno dei suoi giurati di esprimere la loro opinione a seguito delle riflessioni personali elaborate e di quello che hanno letto sul web nel corso della settimana, con l’intento di fare chiarezza su alcuni punti.

E’ Carolyn Smith la prima a prendere la parola e fa un discorso da mediatrice, cercando di mettere a tacere un pò tutto, in sostanza lei dichiara che ognuno ha la sua idea e che il pensiero è libero anche se il ballo dovrebbe unire e non separare.

La Lucarelli sottolinea come in tanti anni non si sia mai parlato di estetica del ballo, neanche in presenza di Platinette come concorrente e che il fatto che se parli molto ora solo perchè sono due uomini a ballare insieme, fa pensare ad una sorta di discriminazione.

Gli animi si scaldano, Zazzaroni ribadisce di aver letto sul web maldicenze e strumentalizzazioni, che il suo discorso era lontano da un discorso omofobo, di aver solo espresso un giudizio legittimo su quello che oggettivamente può piacere o non piacere in un ballo, come il contatto, l’avvinghiamento, gli sguardi, cose che mancano nel caso del ballo uomo-uomo:

sono stato accusato di omofobia che è infamante, non lo accetto

La pungente Lucarelli interviene e sottolinea: “ti suggerisco un po di prudenza nell’utilizzo delle parole“volendo sottolineare che nelle parole di Ivan Zazzaroni probabilmente c’è stata proprio l’intenzione di fare un giudizio estetico e non sul ballo.

Sandro Mayer pensa invece che sia un bene che si parli di questi temi, perchè sollevano riflessioni e le riflessioni sono l’unico modo di far andare avanti il mondo, ma difronte al tentativo maldestro di Zazzaroni di slegarsi dal concetto di omofobia anche lui fa riflettere sul fatto che certamente una esibizione può piacere o non piacere, ma che lui non avrebbe dato uno zero e che anche il 10 di Canino sapeva di pregiudizio.

Dunque il discorso di Zazzaroni non convince nessuno, forse neanche se stesso che mette fine alle polemiche contento di aver aperto una discussione culturale.