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Protezione civile: “frammenti dallo spazio in caduta sull’Italia”

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Tiangong-1
Photo credit should read STR/AFP/GettyImages

Tiangong-1, modulo di una stazione spaziale cinese, minaccia di precipitare sull’Italia, per la precisione dell’Emilia Romagna durante i giorni di Pasqua.

Si chiama Tiangong-1, ”Palazzo celeste”, è un modulo di una stazione spaziale largo sedici metri e dal peso di otto tonnellate e mezzo che già da settembre 2016 era stato dichiarato “out of control”, fuori controllo, e adesso minaccia di cadere sulla Terra, per la precisione, sull’Italia.

Cade la stazione spaziale: che cosa fare?

Tiangong-1
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Una circolare diffusa ieri (22 marzo 2018) dalla Protezione civile a tutti i ministeri e alle Regioni avverte del potenziale pericolo: il rientro incontrollato del modulo Tiangong-1 della stazione spaziale cinese nell’atmosfera “potrebbe interessare il territorio nazionale” con una caduta dif rammenti che, ipoteticamente, dovrebbe verificarsi “tra il 28 marzo e il 4 aprile” e riguardare “le Regioni a sud dell’Emilia-Romagna”.

Il documento sottolinea anche come l’organizzazione e l’interpretazione dei dati sia compito dell’Agenzia Spaziale Italia, che “curerà la fase di organizzazione e interpretazione dei dati avvalendosi del supporto di altri Enti, nazionali e internazionali”.

Nelle 36 ore precedenti l’impatto si potrà avere un prospetto più affidabile circa l’area interessata dalla caduta dei frammenti della stazione spaziale anche se, sottolinea sempre la Protezione Civile, “eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, e in particolare sulla terraferma, sono assai rari”.

“Pertanto – prosegue l’avviso – non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi”. Ciò nonostante, sempre sul sito internet della Protezione civile, compare un piccolo vademecum con i comportamenti consigliati per salvaguardare la propria persona in simili rarissime circostanze:

  • è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate;
  • i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;
  • all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono, per gli edifici in muratura, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi), per gli edifici in cemento armato, in vicinanza delle colonne e, comunque, in vicinanza delle pareti;
  • è poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto;
  • alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all’impatto e contenere idrazina. Si consiglia, in linea generale, che chiunque avvistasse un frammento, senza toccarlo e mantenendosi a un distanza di almeno 20 metri, dovrà segnalarlo immediatamente alle autorità competetenti.

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