Home Attualità

Paolo Romani prossimo presidente del Senato? Scopriamo il “Mister X” di Forza Italia

CONDIVIDI
Paolo Romani presidente senato
Paolo Romani /Getty Images

Paolo Romani presidente del Senato? Più passano i giorni e più quest’ipotesi sembra farsi più concreta. Il centro-destra è compatto nello spingere il nome del senatore milanese, un nome d’esperienza che raccoglie consensi da tutta l’ala di destra ma trova ancora l’ostracismo di PD e Movimento 5 Stelle, con la Lega che sembra ancora piuttosto indecisa sulla questione. Paolo Romani, prima di essere candidato ad essere presidente del Senato, è stato ministro allo sviluppo economico del governo Berlusconi, dal 2010 al 2011.

Imprenditore, 70 anni compiuti da qualche mese, è stato un editore di televisioni locali. Dopo aver fondato TVL è stato direttore di Rete A, poi è diventato amministratore delegato di Telelombardia, dal 1986 al 1990. Nel 1994 è diventato deputato per Forza Italia, poi è rimasto in Parlamento per lungo tempo finché, nel 2013, non è stato eletto senatore per il Popolo della Libertà. Dal 2008 era stato sottosegretario allo sviluppo economico con delega alle comunicazioni, poi è diventato vice-ministro l’8 maggio 2009 e ministro il 4 ottobre 2010.

Paolo Romani prossimo presidente del Senato? Il “decreto Romani” e quello “ammazza rinnovabili”

Paolo Romani presidente senato
Paolo Romani /Getty Images

Ora Paolo Romani è candidato ad essere il prossimo presidente del Senato, ma sono già circa 10 anni che svolge funzioni molto importanti a livello governativo, specialmente quando è stato presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nel 2009 ha dato vita al “piano Romani“, che consisteva nel portare la banda larga a 20 Mbit/s al 96% della popolazione entro il 2012. Il suo piano però fu annullato e suscitò parecchi dubbi sul futuro sviluppo economico e culturale italiano. Nel corso della sua carriera politica ci sono state diverse accuse e polemiche per i suoi legami con Mediaset, che gli hanno causato diversi sospetti di collateralità rispetto all’emittente televisiva di Silvio Berlusconi.

Nel 2010 arriva il decreto Romani su cinema, web e televisioni, che contemplava un taglio della pubblicità per le pay tv (con conseguenti proteste di Sky), il divieto di trasmissione dei film VM14 al di fuori della fascia notturna e alcune misure per regolamentare la creazione di web tv, anche queste piuttosto contestate visti i paletti che imponeva ad un settore definito in crescita. Altra questione quella del cosiddetto decreto “Ammazza rinnovabili“, che avrebbe dovuto regolamentare gli incentivi per gli impianti fotovoltaici. Il decreto fu duramente criticato dalle associazioni di settore, in particolare dalle aziende operanti nel settore fotovoltaico.