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600 km per rivedere lui ma scopre di esser vittima del Pull a Pig

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vittima pul a pig
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Si chiama “pulla pig”, un crudele gioco di cui molte donne sono purtroppo cadute vittima, inclusa una ventiquattrenne che ha fatto ben 600 km prima di scoprire di esser stata ingannata.

“You were pigged”, così si è vista rispondere Sophie, 24 anni, quando arrivata a Amsterdam ha contattato Jesse, un suo coetaneo con il quale aveva condiviso una notte molto romantica a Barcellona qualche settimana prima.

Sophie non poteva immaginare che quel ragazzo le avesse tratto il peggiore degli inganni, il pull a pig.

600km per scoprire di essere vittima del “pull a pug”

pull a pig
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La storia inizialmente può sembrare quasi banale: Sophie e Jesse si incontrano in un locale di Barcellona, lui la corteggia e tra i due le cose iniziano a farsi sempre più intime.

La storia però raggiunge qui un bivio: secondo la ragazza la relazione è sfociata in una notte di passione mentre secondo Jesse i due avrebbero semplicemente scambiato qualche tenerezza.

Fatto sta però che per Sophie quel ragazzo incontrato per caso diventa parte del suo cuore: la ragazza è alquanto presa, tanto da decidere di fare ben 600km per raggiungere lui tornato in quel di Amsterdam.

Qui abbiamo una seconda divergenza: la ragazza sostiene infatti di aver scritto a Jesse per comunicare il suo arrivo in Olanda e di essersi vista rispondere “Era tutto uno scherzo. You were pigged, prima di venir bloccata su WhatsApp. Per lui però le cose sono andate diversamente: nessuna risposta presa in giro, semplicemente un passo indietro rispetto a una ragazza che non lo interessava.

Ma che cosa vuol dire “you were pigged”? La frase fa riferimento a un crudele gioco, pull a pig per l’appunto, che coinvolge un gruppo di amici: la combriccola esce e ognuno cerca di conquistare un ragazza (magari anche di portarla a letto). Niente di strano? Be’ sappiate che la gara viene vinta da chi conquista la più brutta, “il maiale” per dirla con il nome dell’infame gioco. ecco così che alla fine le donne vengono sedotte, abbandonate e, dulcis in fundo, umiliate, pollate come “maiali”.

Mi sono sentita male. Ero così turbata che ho cambiato il mio volo e sono tornata subito a casa la mattina successiva

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Questa la reazione di Sophie mentre Jesse, ora in mano a un avvocato, nega tutto, sostenendo di esser lui la vittima di una donna ossessionata. Dove è la verità? Lo scopriremo solo più avanti ma intanto ci addolora sapere che vi sono ancora uomini pronti a vedere le donne solo come un puro spasso, senza porsi nemmeno il dubbio di quanto sia vile bollarle con l’epiteto “pig”.