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Pensioni: l’abolizione della legge Fornero costa 70 miliardi di euro

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Pensioni: secondo il leader Uil Carmelo Barbagallo, l’abolizione della legge Fornero costa 70 miliardi di euro, risorse che al momento non ci sono, ma si possono tagliare i costi.

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(GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

A due settimane dalle elezioni del 4 marzo, l’incertezza regna sovrana e sembra davvero lontana la formazione di un governo, nonostante i tentativi di dialogo tra le varie forze politiche. Tra le ipotesi c’è quella che possa formarsi un governo tra le due forze politiche che hanno ottenuto i risultati elettorali più soddisfacenti, ovvero il Movimento 5 Stelle, che è risultato primo partito con il 32% dei voti, e la Lega di Salvini, che ha più che quadruplicato i voti rispetto al 2013, passando dal 4% al 17,5%. Un governo di questo tipo potrebbe mettere mano alla riforma Fornero sulle pensioni, anche se una manovra del genere avrebbe dei costi esorbitanti. La riforma, infatti, ha comportato risparmi per circa 80 miliardi di euro e visti i dieci miliardi di euro risparmiati negli ultimi anni, questo significa che la totale abolizione costerebbe 70 miliardi di euro.

Abolizione della legge Fornero, un’ipotesi oggi inverosimile

Un ipotesi che appare inverosimile al segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo: questi ha da tempo bollato la riforma Fornero come “la più grande rapina fatta nel nostro Paese nel sistema previdenziale”. Ma conversando con l’agenzia di stampa Ansa da Aosta, dove è in corso il congresso regionale del sindacato confederale, Barbagallo ha spiegato che c’è bisogno di “risorse certe” e che per poter cancellare la Legge Fornero “servono 70 miliardi, quando li hanno ci chiamano e daremo una mano a risolvere il problema”. Il leader della Uil, in questo modo, si rivolge indirettamente sia a Di Maio che a Salvini, poiché entrambi hanno sottolineato di voler rimettere mano al sistema pensionistico, ed è netto: “La riforma Fornero ha tolto dalla previdenza 80 miliardi, che si devono recuperare”, secondo il leader sindacale, ribadendo di aver messo in piedi un percorso a “due step per ridurre l’iniquità della legge Fornero facendo flessibilità in uscita”. Si tratta di risorse messe in campo in due finanziarie “esattamente 7 miliardi e mezzo prima e due miliardi e mezzo dopo, cioè 10 miliardi; per arrivare ad 80 miliardi ce ne vogliono ancora 70”.

Pensioni e lavoro, non solo legge Fornero: le ricette per la crescita

Tre sono le ricette per la crescita secondo Barbagallo: “Riduzione delle tasse sul lavoro a partire dai lavoratori che sono i più tartassati d’Europa, riduzione delle tasse sulle pensioni che pagano il doppio delle tasse degli altri paese europei e investimenti pubblici e privati per rimettere in sesto il paese”. Viene sottolineata l’urgenza di “creare occupazione non per decreto ma per vera attività che serve non a cementificare ma a risanare il paese”. Viene così ricordato che l’Italia “per il 68% è a zona sismica e per il rimanente ha problemi idrogeologici”. Inoltre, occorre “ridare potere d’acquisto sia ai lavoratori che ai pensionati”. Un percorso che può avvenire “sia attraverso i contratti che abbiamo fatto che dobbiamo continuare a fare sia attraverso la riduzione fiscale significa rimettere in moto l’economia”. In un’altra intervista, al portale Lettera43.it, Barbagallo usa toni non certo teneri con l’Unione Europea: “Su una cosa sono d’accordo: smettiamola di governare prendendo come oro colato i compitini che ci assegna l’Europa”. In ultimo, conclude il sindacalista, “iniziamo a colpire le multinazionali stabilendo delle regole per cui chi riceve incentivi per venire nel nostro Paese, quando chiude le fabbriche poi li deve restituire. Partiamo da qui”.

GM