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Elezioni 4 marzo 2018: affluenza, risultati e prime reazioni

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elezioni 4 marzo 2018
Foto da GettyImages

Domenica 4 marzo gli italiani si sono recati alle urne. Come è andata questa tornata elettorale? In quanti hanno votato? Chi ha trionfato alle elezioni? Quale futuro si prospetta ora per il nostro Paese? Quali alleanze potrebbero esser messe in campo?

Elezioni 4 marzo 2018, quelle più attese, quelle che, almeno così si dice, avrebbero dovuto dettare il futuro del nostro Paese.

A fronteggiarsi essenzialmente tre diverse entità: il centro destra, il Movimento 5 Stelle (unico partito a correre da solo, senza integrarsi all’interno di una coalizione) e il centro sinistra.

I leader che si confrontavano erano essenzialmente Matteo Renzi, rimasto l’elemento più rappresentativo della sinistra italiana nonostante i vari dissidi succedutisi negli ultimi anni, Luigi Di Maio, incontrastato simbolo del Movimento 5 Stelle, e il trittico MeloniSalviniBerlusconi, una tris da cui ancora doveva emergere il nome di colui che, in caso di vittoria, sarebbe salito alla carica di Primo Ministro.

Quali i programmi dei tre schieramenti? Per fare una panoramica concisa e generale potremmo così riassumere le tre posizioni:

Movimento 5 Stelle

  • Reddito di cittadinanza
  • Riduzione dei costi della politica
  • Superamento della riforma Fornero
  • Tagli sulle pensioni d’oro
  • Pensione: estensione della quota 41 anni per tutti i lavoratori
  • Più potere a regioni e comuni
  • Maggiore autonomia dell’Italia in occidente
  • Nuova alleanza con la Russia
  • Un drastico abbassamento delle tasse per agevolare le famiglie e restituire lo Stato nelle mani dei cittadini

Centrodestra

  • Flat tax
  • Taglio alle tasse per la riduzione fiscale che andrà a beneficio del ceto medio (via la tassa di successione e il bollo auto sulla prima auto)
  • Taglio sprechi pubblici
  • Chiusura Equitalia
  • Lotta alla poverta (sostegno ai cittadini italiani in condizioni di estrema indigenza)
  • Giro vite sull’immigrazione e sui clandestini che devono essere espulsi
  • Sgravi alle imprese e nessun aiuto pubblico alle banche
  • Prevalenza della Costituzione Italiana sulle norme europee
  • Assicurare il diritto a un giusto processo
  • Abrogazione della Legge Fornero per la riforma del sistema pensionistico

Centrosinistra

  • Pensare all’Italia in termini di creazione di lavoro con l’obiettivo di stipulare contratti a tempo indeterminato
  • Pagare meno e pagare tutti aumentando i controlli sulle tasse
  • Rafforzare il reddito di inclusione
  • Investire in culture e conoscenze (promuovere lo sviluppo attraverso la rete e aumentare il numero dei laureati e dei ricercatori)
  • Abbassamento del costo degli asili nido
  • Lotta alle mafie tanto sul piano educativo quanto su quello culturale
  • Miglioramento del sistema di accoglienza per richiedenti asilo
  • Salvare vite umane in mare
  • Combattere i trafficanti
  • Italia protagonista in Europa
  • Ius Soli

Ma in questo carosello di promesse chi sarà risultato più convincente? Scopriamo gli esiti e le prime conseguenze di queste elezioni 2018.

Elezioni 4 marzo affluenza

elezion 4 marzo affluenza
Photo by Franco Origlia/Getty Images

Come ogni anno, chiusi i seggi, il Viminale ha reso noti i numeri relativi all’affluenza degli italiani alle urne.

Alle ore 23 aveva votato il 73,1% degli aventi diritto, percentuale in calo di due punti rispetto al 75,21% delle precedenti consultazioni, quelle datate 2013.

La classifica delle regioni in base all’affluenza vede ai primi posti il Veneto (che sfiora il 79%), l’ Emilia Romagna, con il 78,5%, la Toscana (quasi il 78%). Fanalino di coda la Sicilia con la Calabria, entrambe poco al di sopra del 63%.

I numeri parlano certo di una dilagante sfiducia nei confronti della politica ma anche di file chilometriche che hanno afflitto i pochi desiderosi di esprimere il proprio voto. L’introduzione del talloncino anti-frode semra, a tal proposito, averci messo lo zampino. Chi ha votato sa infatti che non è più compito dell’elettore inserire la scheda nell’urna: la scheda votata infatti andava consegnata allo scrutatore, che verificava la rispondenza tra il numero riportato sulla scheda e quello annotato sul registro elettorale in corrispondenza del nominativo dell’elettore; il talloncino veniva poi staccato (e conservato) dal presidente di seggio che imbucava infine la scheda. Un rituale nuovo e complesso, che certo non ha aiutato la snellezza delle procedure di voto e non hainvogliato i più riluttanti a recarsi alle urne.

Elezioni 4 marzo risultati

Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images

A quali risultati ha condotto questa chiamata alle urne?

Le percentuali sono presto dette. Secondo il sito del Viminale queste sono le percentuali per le elezioni alla Camera dei deputati:

  • Lega 17,59%,
  • Forza Italia 14,00%,
  • Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni 4,34%,
  • Noi con l’Italia 1,31%,
  • Movimento 5 stelle 32,36%,
  • Partito democratico 18,84%,
  • +Europa 2,57%,
  • Italia Europa insieme 0,58%,
  • Lorenzin 0,52%,
  • Svp – Patt 0,43%,
  • Liberi e uguali 3,38%,
  • Potere al popolo 1,13%, C
  • asapound Italia 0,93%.

Al Senato invece le percentuali sono le seguenti:

  • La Lega 17,81%,
  • Forza Italia 14,47%,
  • Fratelli d’Italia 4,27%,
  • Noi con l’Italia-Udc 1,19%,
  • Movimento 5 Stelle 31,94%,
  • Partito democratico 19,20%,
  • +Europa 2,37%,
  • Italia Europa Insieme 0,53%,
  • Civica Popolare Lorenzin 0,50%,
  • Svp – Patt 0,44%,
  • Liberi e Uguali 3,25%,
  • Potere al Popolo 1,05%,
  • Casapound Italia 0,84%.

I verdetti sembrano dunque inequivocabili: il Movimento 5 stelle si presenta come vincitore indiscusso delle elezioni politiche 2018, con il 32% dei voti, mentre il centrodestra conquista la posizione di prima coalizione con il 35%. Grande sconfitto senza dubbio il Partito Democratico, che si ferma intorno al 20%. A festeggiare però c’è anche la Lega il cui 17% appare un risultato storico.

Ma che cosa accadrà adesso? Emerge chiara la difficoltà di formare una maggioranza, tra Salvini che rivendica il ruolo di leader ed esclude ogni possibile alleanza esterna alla coalizione di centrodesta e il Movimento 5 Stelle, convinto di proseguire solo il suo cammino politico.

Elezioni 4 marzo: che cosa succede adesso

elezioni 4 marzo
Photo credit should read PIERO CRUCIATTI/AFP/Getty Images

316 deputati e 158 senatori. Quasti i numeri che occorrono in Italia per governare ma ad oggi nessuno sembra avvicinarsi a simili cifre. Il centrodestra ottiene più seggi sia al Senato che alla Camera, rispettivamente 140 e250 circa. Il Movimento 5 Stelle esce come primo partito del Paese ma potrà ottenere fino a 119 poltrone a Palazzo Madama e fino a 240 a Montecitorio.

Pd e Centrosinistra difficilmente appoggeranno un governo 5 Stelle o uno di Centrodestra e la domanda sorge allora spontanea. Chi governerà? Come formare una maggioranza?

Nel caso di una fuoriuscita della Lega dal Centrodestra e di un’alleanza con i pentastellati si avrebbe una maggioranza entta e di stampo decisamente anti-europeista. Il Leader della Lega Salvini si è detto disposto a incontrare e ascoltare tutti anche se, sottolinea, “non mi piace cambiare squadra a partita in corso”.

L’augurio della Lega è dunque di trovare in Parlamento i voti che mancano per legittimare la maggioranza mentre i 5 Stelli si beano di esser divenuti l’elemento imprescindibile, coloro con cui chiunque sarà tenuto a confrontarsi.

Ipotesi non da scartare è quella di un gorverno tecnico che prevederebbe però il sostegno di centrodestra e centrosinistra, con l’obiettivo di mettere a punto una legge elettorale per tornare al voto appena possibile.

Si attende ora la parola Presidente della Repubblica Mattarella che, sulla base di numeri e consultazioni, dovrà decidere se e a chi dare l’incarico per formare un nuovo governo.

Per scoprire che cosa accadrà non resta dunque che attendere. Il primo vero banco di prova arriverà il 23 marzo quando si dovranno eleggere i numeri uno di Palazzo Madama e Montecitorio, solo allora le alleanze potranno o meno manifestarsi e solo allora sapremo che cosa ne sarà dell’Italia.

Elezioni 4 marzo: le reazioni dei protagonisti via Twitter

Come da copione nel XXI secolo le reazioni a caldo sono affidate anche per queste elezioni ai social. Ecco allora alcuni tweet dei protagonisti.

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