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Essere social non rende asociali

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i social non rendono asociali

Chi è social non è necessariamente anche asociale. Nuovi studi lo rivelano, confutando il pensiero comune secondo cui interagire con altri tramite smartphone o pc rovini le relazioni sociali.

Siamo sempre più spesso testimoni di vere e proprie battaglie contro il web e, più in particolare, contro l’uso dei social. Da quanto internet si è affacciato nelle nostre vite, le critiche contro questo mezzo ed i tanti danni che può arrecare alla psiche e alla vita sociale, sono infatti così tante da non essere quantificabili. Eppure, due recenti studi, volti proprio ad analizzare la veridicità di una tra le tante accuse poste all’uso di internet e dei social in generale, hanno verificato come, in realtà, usare i social più volte al giorno non è in grado di rovinare i rapporti tra le persone.

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Uno studio ha dimostrato che essere social non porta ad essere asociali

l'uso dei social non rende asocialiLa notizia arriva dall’Università del Kansas, dove dei ricercatori hanno dimostrato la totale assenza di collegamenti tra l’uso dei social e le interazioni che si hanno con amici e familiari.
Gli studi in questione hanno analizzato un campione di ragazzi americani ed un gruppo di 116 persone, diviso tra universitari ed adulti. A tutti è stato chiesto di inviare 5 messaggi di testo al giorno tramite i social per cinque giorni a settimana. Da un’attenta analisi delle loro abitudini e stili di vita è emerso che i giorni in cui inviavano messaggi avevano lo stesso livello di vita sociale di quelli in cui, invece, non lo facevano.
Questo, a detta dei ricercatori, indica come l’uso dei social media non abbia alcun peso sulla qualità delle interazioni che si hanno con amici e parenti. Contrariamente a quanto si pensi, quindi, non c’è alcun tipo di dislocazione sociale per chi è più avvezzo a comunicare tramite Facebook o altri social e, a meno di non averne un’ossessione (cosa che rientrerebbe in altre casistiche), ciò non porta alcun cambiamento nella vita di tutti i giorni.

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Una scoperta che sicuramente porterà ad altre ricerche più approfondite ma che, almeno per il momento, può far tirare un sospiro di sollievo a chi si sente costantemente attaccato per qualche messaggio di troppo.