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Da fuoco alla ex fidanzata, condannato a 12 anni ma lei lo difende: “voglio tornare con lui”

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Succede di rado ma succede. Qualche volta la giustizia italiana riesce ad andare in fondo, a fare veramente “giustizia”, a punire chi lo merita e ripagare almeno in parte chi si è ritrovato a esser vittima. Peccato però che il paradosso è sempre dietro l’angolo e così quel quadro apparentemente perfetto rischia di esser incrinato proprio da chi meno te l’aspetti.

E’ quanto accaduto nel processo contro Alessio Mantineo, il 24enne che a inizio 2017 diede fuoco a Ylenia Bonavera, 22 anni, sua ex fidanzata. L’ennesimo terribile episodio di violenza sulle donne si è concluso in questi giorni con una sentenza esemplare: l’imputato è stato condannato a 12 anni di carcere, pena alta persino rispetto a quella richiesta dal pubblico ministero ma che il giudice per l’udienza preliminare di Messina, Salvatore Mastroeni, ha voluto infliggere in virtù del’intento omicida scorto verso il gesto di quel giovane che un giorno bussò alla porta della sua ex fidanzata per gettarle una bottiglia di benzina addosso e darle fuoco. Il giudice però, all’interno della sentenza, rivolge un pensiero anche a lei, a Ylenia, e non sono parole di conforto bensì di biasimo:

La Bonavera – scrive il giudice – difende l’ex non perché è una sbirra ma perché essere bruciati evidentemente in qualche assurdo caso ‘innamora’. Diventa di nuovo l’amore della sua vita. La sua ricostruzione è tra il surreale e l’incredibile in un soggetto alla fine fragile che avrebbe bisogno di un recupero, non di perdersi di fronte al luccichio delle telecamere.

Il comportamento tenuto da Ylenia nell’ultimo anno è infatti di quelli da analizzare con cura. Fu lei a dire subito a fare subito il nome di Alessio per poi ritrattare asserendo di “non essere una sbirra”:

Non è stato Alessio, noi abbiamo una relazione forte, era un uomo incappucciato, mi ha gettato la benzina addosso appena ho aperto la porta e mi ha dato fuoco

Di lì in poi Ylenia ha fatto di tutto per difendere Alessio, persino andare contro sua madre che invece si è costituita parte civile, smentendo sua figlia davanti al giudice:

Ma cos’ha nella testa? Non lo capisce che la prossima volta quello l’ammazza? Io ho lasciato suo padre quando lei era piccolina perché lui mi alzava le mani e ora mia figlia mente per coprire questo qua

Ylenia però non siè mai arresa e di fronte alle telecamere e al giudice ha sempre asserito che un grande sentimento legasse lei e Alessio, che lui era innocente e che sognava di poter tornare a viverci insieme:

Signor giudice, posso salutare Alessio da vicino? […] Tranquilli, non lo tocco, gli ho già dato un bacio in fronte e sono contenta così. Ciao Ale…

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La legge però in questo caso è stata fonte di vera giustizia, adando persino oltre i desideri di un amore degenerato in malattia e curando gli interessi della vittima anche quando lei stessa non sembrava intenzionata a farlo.