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Sanremo 2018: i The Jackal ci mettono lo zampino

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Photo by Daniele Venturelli/Getty Images

Partecipazione passiva. Intere generazioni costrette a guardare il Festival di Sanremo senza avere la minima possibilità di esprimersi mentre sul palco salivano persone come Gabriel Garko e Belen Rodriguez. Ecco perché siamo qui, per riprenderci il nostro posto nella storia

Lo avevano spiegato loro stessi, con queste parole espresse nel video che precedeva l’inizio del Festival di Sanremo: i The Jackal ci avrebbero messo del loro!

Lo avevano spiegato loro stessi, con queste parole espresse nel video che precedeva l’inizio del Festival di Sanremo: i The Jackal ci avrebbero messo del loro!

Così al pronti via ecco che i comici più cliccati del we hanno avuto il loro momento di gloria: sul palco del Teatro Ariston la loro parola chiave è stata scandita forte e chiara, la loro firma quella che, sempre nel video precedente l’inizio del Festival, avevano annunciato come segnale della lotta alla “partecipazione passiva”. “Gnigni” ha detto Pierfrancesco Favino e i telespettatori cybernauti, i fedelissimi di Youtube, hanno sbito capito: i The Jackal avevano colpito.

Ma come è nata tutta questa storia? Secondo il primo video della serie Operazione Sanremo 2.0, i The Jackal avrebbero rapito Favino mandando sul palco del Festival di Sanremo uno di loro, Fru, travestito così da avere in tutto e per tutto le sembianze del celebre attore. Lui sarebbe divenuto così il pedone attraverso cui riprendersi il “posto nella stoira”. La prova del successo di questo scambio di persona? Proprio il “gnigni” pronunciato a inizio serata.

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Ma i The Jackal si accontenteranno di questo successo? Qualcosa ci dice di no: la loro strada in quel del Festival di Sanremo è senza dubbio solo al principio.