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L’uso dei social rende più tristi, sopratutto i giovani

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Oggi giorno è difficile trovare qualcuno che non faccia uso dei social. Tra Facebook, Instagram ed altri mezzi di comunicazione, i social sono ormai diventati il modo più comune di interfacciarsi non solo tra persone lontane ma anche tra quelle che potrebbero incontrarsi faccia a faccia. Una situazione che, secondo un recentissimo studio, genera infelicità e tristezza.

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L’uso dei social rende infelici e soli, sopratutto i più giovani

La notizia arriva da uno studio condotto dall’Università della Georgia che, dopo aver analizzato un gruppo di studenti per ben cinque anni, è infine giunta alla conclusione che l’uso dei social, invece di portare felicità, genera tristezza e solitudine. Un problema ancor più evidente tra i giovani che, tra gli altri effetti negativi avrebbero anche quello della mancanza di autostima.
Ma quali sono i motivi per un simile effetto del tutto diverso da quello che ci si sarebbe aspettati all’arrivo dei primissimi social? Se inizialmente, il loro uso era un modo per tenersi in contatto con amici o parenti lontani, col tempo è diventato sempre più frequente, estendendosi anche a colleghi ed amici e sostituendo così il rapporto faccia a faccia anche tra persone sostanzialmente vicine.
Ciò ha condotto una condivisione sempre minore di interessi e momenti da vivere insieme, portando così ad un profondo senso di solitudine.

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Il continuo assistere alla vita degli altri, molto spesso edulcorata e descritta ben più accattivante di come non sia nella realtà, spinge inoltre i più giovani a sentirsi inadeguati, sviluppando così una profonda di mancanza di autostima.