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40 ore di lavoro gratis? No grazie! Il rifiuto del programmatore è da manuale

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In un mondo in cui il lavoro scarseggia, il rischio di vedere la propria professionalità sminuita e di piegarsi a richieste semplicemente ingiuste è sempre dietro l’angolo. Non è cosa rara sentire storie di laureati che accettano stage gratuiti o veri e propri professionisti che piegano le loro tariffe alle necessità di un mercato che sembra non avere più fondi per acquistare.

Oggi però vogliamo raccontarvi la storia di un ragazzo che ha avuto la forza e il coraggio di dire no a tutto ciò, facendo sì che il proprio valore professionale contasse più di ogni altra cosa.

Lui si chiama Zach Zundel e nella vita fa il programmatore. Il suo nome è divenuto famoso sul web per aver condivisio via Twitter le schermate di un dialogo avuto con un potenziale cliente: il post ha ottenuto in poco tempo più di 20mila retweet e oltre 60mila like, segni del plauso di un’intera generazione che vuole riappropriarsi di un mondo del lavoro all’insegna della giustizia.

La storia inizia senza troppi colpi di scena: Zach viene contattato da uno sconosciuto che gli chiede supporto per sviluppare un’applicazione. Il programmatore sembra entusiasta dell’idea, si dice disponibile e propone un paio di soluzioni anticipando i relativi costi per lo sviluppo del suo lavoro. Qui però casca il proverbiale asino: il cliente risponde che il lavoro da lui richiesto risultava particolarmente banale e che l’app era un tale successo garantito da assicurare a Zach futuri guadagni da capogiro, avendo lui la possibilità di entrare nel progetto in fase ancora embrionale. Traduzione: il programmatore avrebbe dovuto lavorare gratis, consolato da futuri guadagni ipotetici da capogiro.

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Decisamente l’idea non piace a Zach che, con grande educazione, spiega come scrivere codici è il modo in cui lui si guadagna da vivere e non può quindi certo farlo in modo gratuito. Il potenziale cliente non ricambia però l’educazione di Zach e non solo sottolina come non avrà difficoltà a trovare qualcuno capace di “annusare l’affare” ma lo minaccia anche di denuncia qualora provi a rubargli l’idea.

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Zach certo non ci pensa proprio a soffiare un simile “colpo di genio” ma purtroppo, in mezzo a tanta ignoranza e scarsa educazione, dobbiamo ammettere che il rude cliente ha ragione almeno su un punto: non avrà difficoltà a torvare qualcuno meno sicuro di Zach e disposto quindi a prestare gratuitamente la propria professionalità. In un mondo in cui il lavoro è un’utopia lo sfruttamento è una terribile realtà.

Onore a Zach quindi ma rispetto anche per chi, purtroppo, non avrà la sua stessa forza. Per il potenziale cliente e i suoi simili invece… be’, lasciamo a voi ogni commento.