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Molestie sessuali, Catherine Deneuve dice la sua: “difendiamo la libertà di sedurre e importunare”

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Photo credit should read VALERY HACHE/AFP/Getty Images

È legittimo e necessario prendere coscienza delle violenze sessuali e degli abusi esercitati da certi uomini nei confronti delle donne. Ma la liberazione della parola ha condotto a una campagna per la delazione, e si ritorce oggi contro di noi.

E’ il pensiero di oltre cento donne francesi scese in piazza in questi giorni per dire no a un femminismo che diventa demonizzazione dell’uomo, del corteggiamento e, volgarmente detto, anche del semplice “provarci”.

E’ il pensiero di oltre cento donne francesi scese in piazza in questi giorni per dire no a un femminismo che diventa demonizzazione dell’uomo, del corteggiamento e, volgarmente detto, anche del semplice “provarci”.

Sono scrittrici, giornaliste, cantanti, attrici, psicanaliste, manager, editrici e tra loro spicca un nome più che blasonato sul panorama internazionale: Catherine Deneuve. Anche la celebre attrice, che di uomini morenti ai propri piedi ne sa qualcosa, si schiera contro questa corsa alla denuncia, una sete di giustizia che rischia di rivelarsi sommaria e di fare il gioco di altri pericolosi nemici.

Il suo nome compare tra le cento firme di una lettera aperta pubblicata su Le Monde in cui si contesta quello che viene definito un “nuovo puritanesimo”. Titolo della lettera: Difendiamo la libertà di importunare, indispensabile alla libertà sessuale.

Se sfiorare un ginocchio, cercare di rubare un bacio, mandare messaggi un po’ piccanti diviene reato chi fermerà “il gioco dei nemici della libertà sessuale, degli estremisti religiosi, dei peggiori reazionari e di tutti coloro che pensano che le donne siano esseri deboli che chiedono protezione”?

Catherine Deneuve e le altre donne potenti di Francia invitano dunque ad utilizzare il buonsenso e, soprattutto, a confidare nella maturità raggiunta oramai dall’universo femminile:

Oggi siamo sufficientemente consapevoli per ammettere che la pulsione sessuale è per sua natura offensiva e selvaggia; ma siamo anche sufficientemente accorte per non confondere il corteggiamento maldestro con l’aggressione sessuale

L’attrice in particolare, intervistata due mesi fa sull’opportunità degli hashtag “balance ton porc” (“denuncia il tuo maiale”) e “me too” (“anch’io”), ha definito “terribile, disgustosa, ignobile questa pratica. A cosa serve? Porta sollievo a qualcuna? Offre una soluzione per regolare il problema?”.

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Sembra dunque che un riflessione più ampia e coscenziosa si stia rivelando indispensabile: per tutelare davvero tutte le donne, avvalorare ancor di più il coraggio di chi vittima di abusi trova la forza di denunciare, occorre evitare gli eccessi e Catherine Deneuve sembra decisa a ricordarcelo, anche con toni forti e decisamente provocatori.