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Chef sotto accusa: “Ho infilzato un vegano poche ore fa”

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Le deve esser sembrata una vendetta eroica, una di quelle storielle simpatiche di lavoro da condividere con il mondo per far capire di che pasta si è fatti. Peccato però che per Laura Goodman, chef inglese di origini italiane, la condivisione via Facebook della sua storia di “giustizia” sul lavoro sia costata cara, molto cara: l’apertura di un’indagine da parte della polizia locale e il totale boicottaggio del suo ristorante.

Già perché proprio tra le mura di Carlini, un ristorante di cucina italiana che sino a pochi giorni fa godeva di ottima reputazione, si è consumata la piccola vendetta, oggi oggetto di vilipendio, compiuta dalla chef. Il giorno del misfatto è stato il 30 dicembre e tutto è iniziato quando un gruppo di avventori vegani si è seduto al tavolo del ristorante. A ben vedere però la storia aveva radici più profonde, che affondavano nel periodo del Natale quando Laura, come lei stessa racconta su Facebook, aveva trascorso diverso tempo al telefono per concordare un menù che potesse soddisfare le particolari esigenze culinarie del gruppo. I piatti decisi erano pronti per la data e l’ora stabiliti, peccato però che le voglie dei commensali fossero nel mentre cambiate e così l’ordine giunto in cucina risultasse del tutto diverso rispetto al cibo già pronto per essere servito.

Lo sgarbo deve esser parso intollerabile alla chef che ha così deciso di giocare un tiro mancino ai suoi ospiti: gli ordini fatti sono infatti stati rispettati, peccato però che lo stesso non si possa dire per i dettami della dieta vegana seguita dal gruppo.

“Una vegana osservante e moralista (per cui ho cucinato l’intera giornata) è andata a letto credendo ancora di essere vegana…” ha scritto su Facebook Laura Goodman, pubblicando in un gruppo di Facebook chiamato “The Boring Group” il commento valsole il generale vilipendio: “Ho infilzato un vegano poche ore fa”.

In molti non hanno condiviso infatti lo spirito vendicativo della chef, commentando le sue parole con osservazioni aspre e offensive: “mi auguro che tu ti stia vergognando per quello che hai fatto” si legge in uno dei tantissimi commenti, o ancora, “Questa donna dovrebbe venir incriminata per aggressione”.

Da qui poi la strada è stata tutta in discesa e, a farne le spese, è stato anche il buon nome del ristorante: il sito web del Carlini è stato hackerato e bombardato di immagini e frasi offensive, mentre i voti su Google e TripAdvisor sono letteralmente colati a picco. Michael Gale, socio della chef, ha tentato di correre ai ripari, spiegando come Laura fosse mortificata e le sue parole frutto di una lunga e stressante serata di lavoro. La stanchezza srebbe stata tale da averla portata a porre male il suo racconto che, in realtà, voleva esser di scherno solo rispetto a uno dei commensali che avrebbe ordinato una margherita con bufala, tradendo così la sua scarsa osservanza della dieta vegana paventata.

La spiegazione vi convince? Ammettiamo che risulta un po’ traballante, come il futuro del Carlini e della sua vendicativa chef.