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Cani e bambini, il pericolo è davvero dietro l’angolo? Lo abbiamo chiesto ad un esperto

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Negli ultimi tempi sono molti gli episodi di cronaca che vedono come protagonisti cani e bambini e in molti di questi l’epilogo risulta essere tragico.

Bimbi e cani, due soggetti che in molte famiglie vengono ricoperti d’amore e cure ma la cui relazione viene troppo spesso gestita in modo errato, con troppa leggerezza o infarcita di regole troppo ferree.

Tra cani e bimbi, il pericolo è davvero dietro l’angolo? Alla nascita di un bimbo, si deve allontanare il cane di famiglia per preservare l’incolumità del nuovo arrivato? C’è molta confusione a riguardo e tantissimi luoghi comuni che riempiono le pagine dei media e soprattutto dei social, dove troppi cani vengono demonizzati e troppi ‘esperti’ dispensano consigli sbagliati su come gestire la presenza di cani e figli nella stessa famiglia.

Come gestire la presenza di cani e figli nella stessa famiglia? La parola all’esperto

Secondo alcune statistiche in Italia, la presenza di cani in famiglia supererebbe quella dei figli. I nostri amici a quattro zampe vengono desiderati, adottati, riempiti di affetto e cure ma fino a quando in famiglia non arriva un bimbo.

In molti casi, i genitori decidono infatti di allontanare il cane, a causa di molte paure riguardo l’incolumità dei propri bambini, in special modo quelli molto piccoli.

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Abbiamo chiesto a Vincenzo Venafro, educatore cinofilo del Bau Club alcuni consigli su cani e bambini e sulle piccole ma fondamentali regole di convivenza, ecco cosa ci ha consigliato:

“Come educatore spesso mi trovo di fronte a richieste di aiuto di mamme e papà, sulla gestione del rapporto tra il cane di famiglia ed il tanto atteso neonato che finalmente arriva a casa.

Questa è comunque una notizia positiva, perché altrettanto spesso, nella veste di volontario in canile, assisto a scene di famiglie che preferiscono cedere i loro cani, perché hanno notato un cambio di comportamento nel loro cane, o più semplicemente, senza particolari motivazioni, per un eccesso di protezione nei confronti dei bambini, preferiscono evitare di correre rischi.

Ma in realtà si corrono davvero dei rischi?

In realtà, se parliamo veramente del cane di famiglia (e non di un cane che vive nel nostro giardino o in un recinto in completo isolamento sociale, non avendo un vero legame con i familiari), o se parliamo di un cane correttamente educato e ben gestito e se seguiamo alcune piccole ma fondamentali regole, questi famigerati rischi sono veramente bassi, se non prossimi allo zero.

Le tragedie che leggiamo sui giornali, nonostante facciamo giustamente grande scalpore, sono molto rare e molto spesso dietro c’è sempre una motivazione e ahimè, la colpa non è mai del bambino e quasi mai del cane. Ma spesso vengono commesse leggerezze o distrazioni da parte dei genitori, che perdono il controllo dei loro figli e li lasciano incustoditi con cani che magari vedono il bambino forse per la prima volta.

In un precedente articolo abbiamo visto quali sono i comportamenti da mettere in atto prima che il neonato arrivi a casa, ora vediamo quali sono le regole che possono aiutarci ad evitare situazioni spiacevoli quando i bambini arrivano a casa.

 

  • Il rapporto tra cani e bambini va sempre supervisionato da un adulto. Questa regola è imprescindibile se vogliamo che tutto fili liscio. I bambini sono bambini, giocano e non hanno inibizioni, possono far male involontariamente al cane e quindi ottenere una reazione indesiderata. Inoltre osservandoli possiamo insegnare loro come relazionarsi in modo corretto con il loro amico a 4 zampe.
  • Mentre mangia e mentre dorme il cane non va assolutamente disturbato. Perciò è vietato infilare le manine nella ciotola, che per loro è una risorsa importantissima o svegliarlo di soprassalto.
  • Non vanno tolti oggetti o cibo dalla bocca del cane, anche se non è un soggetto possessivo. In generale evitiamo di far mettere le mani in bocca al cane.
  • Quando si gioca con il cane, non si tirano ne la coda ne le orecchie, non si infilano le dita negli occhi e non si sale in groppa al cane.
  • Non escludiamo il cane dalle attività quotidiane, portiamolo con noi anche nelle passeggiate con i nostri figli e viceversa, facciamo partecipare il bambino alle attività di gioco e di educazione con il cane.
  • Quando si tratta di cani che non conosciamo, vanno sempre avvicinati con calma, evitando di correre e urlare e soprattutto non vanno abbracciati.

D’altro canto anche il cane va educato al rapporto con il bambino, perciò se si tratta di un cucciolo possiamo socializzarlo sin dai primi mesi, facendolo interagire con i bambini. Se si tratta di un cane adulto, possiamo insegnargli ad essere delicato e possiamo anche, dove necessario, correggere comportamenti indesiderati o irruenti. Ma è comunque chiaro che non possiamo pretendere che un cane sia educato con i bambini se per anni non ne ha mai visto neanche l’ombra, oppure se lo escludiamo dalla vita familiare o dal rapporto con il bambino quando è piccolo per poi riproporglielo quando dopo qualche anno è cresciuto e noi ci sentiamo più tranquilli. Quando si parla di neonati o poco più, siamo noi i garanti del rapporto, ma nella crescita possiamo pian piano e delicatamente insegnare loro le giuste regole del rapporto con il cane, evitando di trasmettergli le nostre paure.

Quotidianamente, coinvolgendo i bambini nelle attività con il cane, facendogli rispettare i suoi spazi e rispettando queste piccole regole, possiamo permettere che si costruisca un legame unico e un’amicizia senza pari in tutta sicurezza”

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