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Selvaggia Lucarelli: felice per la sentenza, racconta di questi sette anni

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selvaggia lucarelli
instagram.com/selvaggialucarelli

Selvaggia Lucarelli si è tolta un gran peso dalle spalle. Assolta dai giudici di Milano per il processo delle foto rubate ad Elisabetta Canalis, l’opinionista si è detta finalmente più serena e ne ha approfittato per dare un po’ la sua versione dei fatti.

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Sono stati sette anni molto difficili

A detta dell’opinionista, le famose foto che ritraevano la Canalis durante una festa di compleanno quando era ancora fidanzata con George Clooney, le sarebbero giunte da terzi. La sua unica colpa, quindi, sarebbe quella di non aver verificato le fonti e di aver comunque offerto le foto ad Alfonso Signorini. Una storia che ha creato un boom mediatico non indifferente e che, a detta di Selvaggia, le ha fatto passare sette anni parecchio difficili. Per sua stessa ammissione, fatta al Corriere della sera, l’aspetto più difficile da affrontare sono state proprio le perquisizioni:

Mi sono ritrovata la polizia che mi citofonava all’alba, con mio figlio Leon a letto con la febbre. Mi hanno sequestrato cellulare, computer, la Wii del bambino. Hanno aperto i miei libri cercando chissà che cosa, hanno ribaltato i cassetti della biancheria intima, neanche avessi avuto le foto di Marrazzo in compagnia di qualcuno. Non hanno trovato neppure un film scaricato illegalmente.

A ciò, si è unita la consapevolezza dell’ansia che il figlio Leon aveva riguardo un suo possibile arresto. Perché, come la stessa blogger ha aggiunto, i bambini non guardano gli aspetti legali. E a suo figlio non piaceva l’idea di poterla vedere solo una volta a settimana e per giunta in prigione. Benché certa dell’assoluzione, quindi, lo stress in questi ultimi sette anni non è certamente mancato, complici anche i vari attacchi da parte dei media. Attacchi dai quali, fino ad oggi, Selvaggia non si era mai difesa, evitando di commentare.

A ciò, si è unita la consapevolezza dell’ansia che il figlio Leon aveva riguardo un suo possibile arresto. Perché, come la stessa blogger ha aggiunto, i bambini non guardano gli aspetti legali. E a suo figlio non piaceva l’idea di poterla vedere solo una volta a settimana e per giunta in prigione. Benché certa dell’assoluzione, quindi, lo stress in questi ultimi sette anni non è certamente mancato, complici anche i vari attacchi da parte dei media. Attacchi dai quali, fino ad oggi, Selvaggia non si era mai difesa, evitando di commentare.

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L’opinionista, che in questi giorni sta promuovendo il suo ultimo libro Dieci piccolo infami, edito da Rizzoli, ha però dichiarato di non voler lasciar passare più nulla e di essere pronta ad attaccare qualora ce ne fosse bisogno.
Dopo l’assoluzione, Selvaggia ha ringraziato su Facebook le sue avvocatesse Isabella Corlaita e Caterina Malavenda. Oltre a loro ha speso belle parole per il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, che dopo le opportune verifiche ha scelto di tenerla sul suo giornale.