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Studente diciottenne inventa il reggiseno che diagnostica il cancro

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Si chiama Eva ma non è il nome di un seducente capo di lingerie bensì di un reggiseno davvero speciale, capace, a quanto pare, di salvare la vita amolte donne.

Questo capo di bincheria è stato inventato da uno studente diciottenne messicano e consentirebbe di diagnosticare con grande tempestività il tumore al seno, un male che ancora oggi, solo in Italia, colpisce una donna ogni otto (cufre diffuse dall’AIRC).

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Eva, il reggiseno per la diagnosi del tumore al seno

L’invenzione di Eva è già valsa a Julian, questo il nome del geniale studente in questione, la vincita del premio GSEA con relativo assegno di 20mila dollari per sviluppare la sua startup.

Il reggiseno in questione è infatti almomento un prototipo, un progetto nato da un’esperienza personale che ha spinto questo giovane a darsi un gran da fare per aiutare le donne. All’età di 13 anni, Julian ha infatti visto la madre ammalarsi e dover andare incontro a una doppia mastectomia per quello che all’inizio i medici avevano giudicato come un tumore benigno. Julian ha allora capito quanto il tempo sia, in simili circostanze, un elemento chiave e ha deciso di giocare a suo favore.

Ma come funziona questo reggiseno? Eva lavora grazie a circa 200 biosensori , creati per tracciare la superficie del seno e controllarne la temperatura, la forma e il peso. I dati vengono poi inviati ad un app che monitora costantemente ogni cambiamento significativo.

Il reggiseno va indossato un’ora a settimana e, soprattutto per le donne con una predisposizione genetica al male, potrebbe esser una svolta significativa, un modo pratico e indolore per esser sempre sotto controllo.

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Inutile dire che un simile prodotto, anche qualora venisse lanciato sul mercato, non sostituisce i regolari controlli a cui noi donne dobbiamo sempre sottoporci. Si tratta solo di un ulteriore supporto nato dalla genialità di chi ha convissuto con un male ancora troppo dilagante.