Psiche: L’autolesionismo e la difficoltà a controllare il dolore

(istock)

Con il termine autolesionismo si fa riferimento ad un comportamento con il quale si danneggia il proprio corpo attraverso lesioni auto inflitte ed intenzionali.

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Quando la difficoltà a gestire il dolore si trasforma in autolesionismo

Generalmente questo comportamento è associato alla presenza di disturbi dell’umore e disturbi d’ansia e si manifesta in vari modi che vanno da morsi a tagli a bruciature fino alle fratture. Si possono distinguere due forme di comportamenti autolesionisti:

  • autolesionismo leggero: il soggetto si provoca in modo ripetuto ferite di lieve entità che sono più o meno visibili e che vanno da bruciature di sigaretta, a tagli allo strapparsi i capelli o le ciglia fino ad arrivare a procurarsi delle fratture ossee sbattendo contro i muri.
  • autolesionismo grave: rappresenta una forma più rara in cui il soggetto può arrivare a praticarsi cicatrici molto profonde ed arrivare addirittura ad amputarsi volontariamente dita o arti interi.

L’autolesionismo è un disturbo maggiormente diffuso tra gli adolescenti con un’età compresa tra i 12 e i 15 anni, perchè questo è il periodo della vita in cui si presentano il maggior numero di cambiamenti che tendono a destabilizzare il soggetto rendendolo molto vulnerabile.

Dal punto di vista psicologico esistono una serie di concause che portano alla comparsa di comportamenti autolesivi ed in particolare la difficoltà a gestire lo stress ed il dolore e di conseguenza l’incapacità di leggere e gestire le proprie emozioni.  L’autolesionismo rappresenta per il soggetto una strategia per regolare le proprie emozioni: di fronte ad uno stato emotivo vissuto come intollerabile il soggetto si ferisce così da abbassare l’ansia legata a tali emozioni riportando così uno stato interno tollerabile.

Per la “gestione” di questi comportamenti è utile intraprendere un percorso psicoterapeutico e soprattutto bisogna stare attenti ad alcuni campanelli d’allarme che ci indicano al presenza di tale disturbi come ad esempio: vestiti troppo lunghi e coprenti anche se non sono necessari, il tempo passato in bagno o in camera e tracce di sangue.

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