Ipotesi di lotte tra clan per l’incendio del camper che ha causato la morte di tre sorelle

La notte tra il 9 e il 10 maggio nel parcheggio di un centro commerciale a Roma, zona Centocelle, viene incendiato un camper dove una famiglia di rom di origini bosniache viveva.

Vendetta o odio razziale?

I componenti della famiglia erano tredici i due genitori e undici figli, purtroppo dopo la notte incriminata tre sorelle Elizabeth, Angelica e Francesca di 4, 8 e 20 anni hanno perso la vita nel rogo.

->POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: Un neonato e un bambino di 3 anni trovati in un container in campo Rom

I fratelli e i genitori hanno cercato in tutti i modi di tirarle fuori ma non c’è stato modo, fino all’arrivo poi dei vigili del fuoco che hanno spento l’incendio, conclusosi in tragedia.

Sul luogo sono arrivati  la Sindaca di Roma, Virginia Raggi e lo stesso Santo Padre hai inviato l’Elemosiniere Monsignor Krajewski  per offrire un aiuto concreto alla famiglia delle vittime.

Inizialmente si è parlato di crimine dettato da un odio razziale ma nelle ultime ore la pista seguita dalla procura riguarda una possibile vendetta, legata a lotte tra clan.

Lo stesso capo famiglia Romano Halinovic ha lasciato delle dichiarazioni dove ha parlato di litigi e dissapori nei campi profughi dove erano stati precedentemente, specie nell’ultimo quello della Barbuta dove avvenivano di frequente risse tra bosniaci e serbi;inoltre ha parlato di minacce ricevute.

Liti e minacce!

Sulla base di questa situazione con la sua famiglia avevano deciso di trasferirsi nel parcheggio dove è avvenuta la disgrazia.

Ad oggi la Procura di Roma ha aperto un fascicolo in cui si procede per il reato di incendio doloso e omicidio volontario.

Tra le prime notizie la procura ha parlato della presenza di tracce di liquido infiammabile nel punto dove è avvenuto l’incendio ed in più sembra esistere un video dove è possibile vedere un uomo a volto scoperto gettare la bottiglia infiammata che ha dato vita al rogo del camper.

->POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: La bufala del bambino brutalmente picchiato dai rom

Sicuramente la pista della lotta tra clan con relativa vendetta è la più probabile, ma visto il clima di malcontento degli abitanti della zona spesso soggetti a furti attribuiti ai rom, non comunque da escludere completamente la sfaccettatura razziale.

Vedremo come si evolveranno le indagine, fatto sta che a tre innocenti è stato negato il diritto alla vita.

 

Da leggere