Rosolia in gravidanza: quali sono i rischi che si corrono e come evitarla

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A quanto pare nonostante al presenza di un apposito vaccino contro la rosolia risultano ad oggi ancora molti i casi in gravidanza, a rivelarlo proprio uno studio da parte dell’Istituto Superiore della Sanità.

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Rosolia e gravidanza: rischi e precauzioni

La rosolia è una malattia infantile contagiosa di per se innocua che colpisce i bambini tra i 6 e i 12 anni e che insieme alla varicella, al morbillo e alla sesta malattia rientra nel gruppo delle malattie “esantematiche”. La problematicità della rosolia si presenta nel momento in cui il virus colpisce una donna in stato di gravidanza e questo perchè  se viene trasmessa al feto può aumentare il rischio di aborto, di morte intrauterina e alla comparsa di altre malattie importanti.

Questa malattia può essere trasmessa in via indiretta attraverso l’aria oppure per via diretta ossia con il contatto diretto con le secrezioni nasali di chi ne è affetto. Per quanto riguarda i sintomi questi sono abbastanza comuni e a volte capita che essa passi inosservata. In alcuni casi possono invece comparire delle piccole macchie rosa che si diffondono su tutto il corpo, una sorta di eruzione cutanea. La malattia si risolve nel giro di dieci giorni.

Se la futura mamma ha contratto la rosolia durante l’infanzia allora non ci sono problemi perchè non si ammalerà più, al contrario chi non l’ha già avuta corre il rischio di ammalarsi durante la gravidanza. Esistono però delle analisi che possono aiutare la mamma a capire se è immune oppure no  a questa malattia, basta infatti sottoporsi al rubeo test ossia un’analisi del sangue che va alla ricerca degli anticorpi della rosolia. Se il risultato del test è negativo allora non si è immuni e occorre sottoporsi a vaccinazione.

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