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Gravidanza: Perdite in gravidanza, quando preoccuparsi?

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(Istock)

Le perdite sono considerate normali da noi donne ma durante il periodo gestazionale possono diventare un vero e proprio incubo, generando sentimenti di ansia e paura perchè le associamo spesso a situazioni di pericolo.

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Le perdite in gravidanza: quando compaiono e quando preoccuparsi

Le perdite durante la gravidanza rappresentano una delle maggiori paure per noi donne incinte, esse possono essere rosee oppure marrone oppure di colore bianco ma con una certa densità e vischiosità e quando le scopriamo sui nostri slip entriamo subito in ansia.

La domanda che dobbiamo porci è: da cosa dipendono e quando dobbiamo allertare il medico? Fondamentale risulta il colore della perdita.

Di solito le perdite si possono presentare anche qualche giorno dopo il concepimento e si possono considerare sintomi “normali” di una gravidanza e spesso sono di colore marrone. Queste perdite non sono eccessive e vengono definite perdite da impianto.

Anche le perdite rosa possono considerarsi abbastanza normali e sono legate alla dilatazione dell’utero oppure comparire a seguito di un rapporto intimo.

Se le perdite sono di colore bianco allora si è di fronte a delle perdite fisiologiche e quindi non preoccupanti, esse sono legate ad uno sbalzo ormonale determinato da un aumento del livello degli estrogeni. Esse sono inoltre determinate dal movimento dell’utero che si contrae senza per questo provocare dolore. In questo caso non c’è da agitarsi è del tutto normale.

Sono invece preoccupanti le perdite che presentano un colorito rosso vivo e sono accompagnate da dolori addominali, sia esso lieve o forte, e sono abbastanza copiose. Di norma queste perdite possono indicare varie situazioni quali:  una eventuale minaccia d’aborto, un distacco della placenta, un travaglio prematuro oppure una gravidanza extrauterina. In questa circostanza bisogna rivolgersi immediatamente al medico.

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