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Coppia: ci sposiamo, comunione o separazione dei beni?

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Arriva finalmente il momento più atteso per tutte le coppie e oltre a dover organizzare la cerimonia, il ricevimento e tutto ciò che il contesto nozze prevede, gli sposi dovranno espletare tutte le pratiche burocratiche che comportano sia il matrimonio civile che quello religioso.

All’interno dei documenti per il matrimonio civile, verrà chiesto agli sposi se abbiano deciso di fare la separazione o la comunione dei beni, essendo il matrimonio un vero e proprio contratto, almeno per lo stato.

Tutte le implicazioni emotive relative con questa cerimonia, esulano dalla parte pratica che però dovrà essere gestita secondo una decisione ponderata bene dalla coppia.

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Cosa scegliere tra comunione e separazione dei beni? Ecco tutto quello che c’è da sapere per entrambe le scelte

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Quando due persone decidono di unirsi in matrimonio, oltre al loro cuore, uniscono anche il loro patrimonio.

Questa tipologia di unione può essere gestita e regolata facendo una scelta, tra la comunione o la separazione dei beni.

In entrambe le scelte, il coniuge si assume delle responsabilità nei confronti dell’altro e della famiglia che andranno a creare, tuttavia esistono delle differenze sostanziali tra i due regimi.

La decisione dei due sposi, verrà comunicata pubblicamente durante la cerimonia che sia civile o religiosa, mentre se i coniugi non esprimono nessuna preferenza, per lo stato diventa tacita la comunione dei beni.

Per quanto riguarda la comunione dei beni, in passato era senza dubbio la scelta preferita, ma in caso di separazione rappresenta anche oggi, una complicata questione da gestire e risolvere. Nel caso della separazione, ciascun coniuge resta in possesso di tutto ciò che aveva prima di contrarre matrimonio e anche dopo e rappresenta senza dubbio la scelta più comprensibile.

Vediamo alcuni dettagli dei due regimi, per conoscere a pieno diritti, doveri e responsabilità che si assumono dopo aver preso la decisione.

La comunione dei beni

Questo tipo di comunione da vita ad una vera e propria società che come tale prevedere dei termini e delle condizioni precise ecco alcune delle più importanti:

  • I beni appartenuti al coniuge prima del matrimonio restano di sua proprietà.
  • Tutti i beni acquistati durante il matrimonio appartengono ad entrambi i coniugi.
  • la proprietà in comunione dopo il matrimonio non vuol dire possedere la metà del bene ma ciascuno possiede il bene per intero, quindi in caso di vendita ci sarà bisogno del consenso di entrambi. Nel caso di una casa per esempio, un coniuge non potrà venderla per metà.
  • Se avviene la separazione tutto il patrimonio dovrà essere diviso a metà.
  • I diritti ereditari restano separati per ogni coniuge, tranne che nel caso di indicazioni testamentarie diverse.
  • Le donazioni ricevute, appartengono al solo coniuge che le ha ricevute.
  • Le polizze assicurative personali, riguardano solo l’intestatario.
  • Per quanto riguarda il TFr, appartiene ad entrambi e in minima parte anche in caso di divorzio.
  • La pensione di reversibilità è un diritto del coniuge in caso di morte di uno dei due.
  • I beni relativi alla professione di ciascuno restano personali.
  • Gli oggetti strettamente personali restano tali.

La separazione dei beni

La separazione dei beni, prevede che tutti i beni in possesso dei coniugi prima del matrimonio restino degli stessi e tutto ciò che invece gli sposi creeranno o compreranno in futuro assieme, sarà in possesso di entrambi.

Il regime di separazione, in caso di separazione dei beni, potrebbe tutelare di meno la parte più debole economicamente, tuttavia presenta numerosi vantaggi in situazioni particolari, come ad esempio se uno dei due coniugi subisse un fallimento professionale, in tal caso i beni dell’altro resterebbero intatti.

Entrambi i regimi potrebbero essere variati durante il matrimonio, tramite un atto notarile e alla presenza di due testimoni.

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