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Psiche: La sindrome della bella addormentata, cosa è?

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(Istock)

Nonostante il nome dal forte richiamo fiabesco questa sindrome ha ben poco di romantico niente principe azzurro che con il suo bacio d’amore riesce a svegliare la sua amata, ahimè dietro questa sindrome c’è un forte disturbo di origine neurologica.

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Fiaba o realtà: la sindrome della bella addormentata

Questa sindrome è caratterizzata dalla tendenza a dormire per lunghi periodi di tempo, quasi 18 ore consecutive come minimo, che possono durare da un giorno fino ad arrivare ad intere settimane. Ciò che caratterizza il soggetto che ne è affetto è una forte sonnolenza che non riesce a gestire e che lo porta ad una ipersonnia.

Oltre all’ipersonnia a questa sindrome sono associati anche altri disturbi che coinvolgono più aspetti delle vita del soggetto e sono: fame compulsiva, allucinazioni, comportamenti e atteggiamenti aggressivi, sensazione di disorientamento sia a livello temporale che a livello spaziale.

Questa sindrome ha il suo esordio durante la preadolescenza e a seguito del primo episodio il soggetto che ne è colpito inizia lentamente a dormire aumentando di volta in volta il tempo del sonno sia di notte che di giorno. Durante queste crisi il soggetto non riesce a compiere nessun tipo di attività, non riesce neanche a prendersi cura di se stesso. Una volta che la crisi è passata il soggetto torna alla normalità, anche se possono essere presenti delle piccole amnesie che impediscono di ricordare il periodo di sonno intenso, per il soggetto è come se non fosse successo.

I sintomi principali di questa sindrome sono: confusione, mancanza di orientamento spazio temporale, apatia,  eccessiva sensibilità sia alla luce che ai rumori. Purtroppo ancora oggi sono sconosciute le cause di di questo particolare disturbo anche se non mancano le ipotesi, alcuni studi sostengono che sia una conseguenza di un disturbo che coinvolge l’ipotalamo. Anche la guarigione sembra non essere permanente, infatti dopo alcuni anni di stop può nuovamente ripresentarsi.

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