Home Psiche

Psiche: Quando è il vuoto che ci fa paura

CONDIVIDI
(IStock)

Avere paura del vuoto pò essere una cosa normale se vogliamo adattiva e funzionale ci salvaguardia insomma, ma quando diventa eccessiva che si fa? Può trasformarsi in una fobia?

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: L’aspetto psicologico della superbia

Quando è il vuoto a fare paura

La paura del vuoto è una reazione del nostro organismo normalissima e svolge anzi un’azione adattiva, basta guardare il comportamento del bambino piccolo: di fronte al vuoto il piccolo non si avventura. La paura del vuoto deve quindi essere presente in noi, ma quando diventa troppo forte forte si trasforma in un ostacolo perchè ci blocca.

La paura quindi da funzionale e adattiva si trasforma in fobia e diventa quindi disfunzionale. Il soggetto fobico inizia a mostrare una paura ingiustificata per tutti gli spazi vuoti, sia aperti che chiusi, non solo anche la sola visione di questi luoghi porta alla formazione a livello fisiologico di malesseri. Nel soggetto infatti si presentano  eccessiva sudorazione; tachicardia; respiro affannoso e perdita di equilibrio. Tutte queste sensazioni fanno la loro comparsa nel momento in cui il soggetto si espone a situazioni ansiogene come ad esempio sporgersi da un balcone. C’ho che blocca il soggetto è la paura di perdere il controllo e quindi cadere nel vuoto.

Come si può fronteggiare questa paura? Cercando di non assecondarla e quindi cercare di non evitare in modo assoluto tutti quegli stimoli o quelle situazioni che ci generano ansia. Possiamo provare ad affrontarle ma a piccoli passi partendo ciò dalle situazioni meno paurose e via via e con il giusto tempo affrontare quelle che invece creano una maggiore paura e un maggiore stato d’ansia. Fondamentale come sempre è iniziare un percorso psicoterapeutico, farsi seguire da uno specialista che sia disposto ad ascoltarci e ci aiuti ad intraprendere un percorso che porti ad una maggiore consapevolezza e conoscenza di noi.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Che legame c’è tra aggressività e frustrazione?