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Psiche: Psicologo e life coach… quali le differenze e a chi rivolgersi?

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(IStock)

Da parecchi anni sentiamo parlare di coach e spesso lo si affianca alla figura dello psicologo, ma è proprio così o esistono sostanziali differenze?

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Coach o psicologo…che differenze?

La prima differenza riguarda il percorso di studi che prepara entrambe le figure professionali al lavoro. Lo psicologo diventa tale dopo un percorso, della durata di 5 anni, nel quale non sono state solo studiati gli aspetti psicologici ma anche quelli biologici, aspetti del metodo scientifico e le dimaniche psicologiche.

Il coach invece è una figura molto più recente e rappresenta una sorta di guida personale che accompagna il soggetto in un percorso personalizzato, all’interno del quale il coach aiuta il soggetto ad aumentare il proprio livello di consapevolezza attraverso l’esplorazione ed il riconoscimento dei propri schemi d’azione. In questo modo il soggetto sarà in grado di riconoscere i propri punti di forza ed applicarli al meglio così da raggiungere il benessere personale.

Ciò che accomuna queste due figure professionali è la voglia di aiutare l’altro attraverso la costruzione di un percorso personale, ma allora quando rivolgersi all’uno e quando all’altro?

Il coach si occupano di persone “sane” che hanno però bisogno di sostegno e aiuto, ottenibili attraverso i colloqui, per affrontare situazioni o problematiche. Il coach accompagna quindi il proprio paziente attraverso un percorso di scoperta delle proprie potenzialità, scoperte che vengono fatte proprio dal paziente, la relazione con l’altro è di tipo paritario.

Lo psicologo invece agisce su un piano più ampio, da una visione dell’individuo più ampia e complessa che prende in considerazione le dinamiche e le caratteristiche della personalità dell’individuo così da individuare i collegamenti tra l’individuo stesso e le relazioni che lo circondano. E’ dalle risorse dell’individuo che si ottiene l’auto consapevolezza. Lo psicologo può inoltre intervenire e prevenire in modo tempestivo su un possibile disagio ancora prima che esso compaia.

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