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Psiche: l’aspetto psicologico della superbia

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(IStock)

Come tutti  ben sappiamo la superbia per la religione cattolica costituisce uno dei sette peccati capitali, forse anche il peggiore, ma a livello psicologico cosa determina?

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La psicologia del superbo

La superbia può essere definita come l’eccessiva stima di se stessi e delle proprie capacità, sia reali che presunte, manifestata con costante e continuo senso di superiorità verso gli altri. Molte persone hanno una elevata stima di se stesse e questo non fa necessariamente di loro delle persone superbe, allora cosa contraddistingue il superbo da chi non lo è? Essenzialmente due cose: il continuo confronto con gli altri e la tendenza alla violenza.  

Questo confronto o questa “gara” è però del tutto arbitraria, il superbo ha infatti bisogno di sentirsi superiore all’altro e per farlo tende a raccontare, a descrivere all’altro una realtà “inventata”, una realtà che lui stesso abbellisce, rende migliore per evitare di venire sminuito. Tutto ciò che lo riguarda e che gli appartiene è sempre meglio di quanto non sia in realtà. Quando questo miglioramento della realtà non basta più in lui si fa strada un altro sentimento: l’aggressività. Si perchè per lui non è accettabile l’essere messo di fronte alla realtà che qualcuno è meglio di lui.

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Ma da dove nasce questo bisogno di essere il migliore? Esso affonda le sue radici nell’infanzia, magari da piccolo il superbo non veniva accettato oppure veniva continuamente sminuito, non visto e quindi non riconosciuto nella sua individualità e originalità. Per difendersi ed evitare altre delusioni il superbo inizia a negare la propria fragilità, non solo agli altri ma anche a se stesso, costruendosi una realtà di facciata dove tutto è perfetto e giusto. Ma questo fa si che le sue relazioni sociali siano limitate e molto superficiali.