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Giogia Galassi, le parole di una sopravvissuta alla valanga sull’hotel Rigopiano

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Volevo ringraziare tutte le persone che si sono preoccupate per me in questi giorni è che mi sono state vicino con il pensiero .. per me oggi è come una rinascita ! ❣️ grazie a tutti ..

Con queste parole Giorgia Galassi è tornata alla vita. Poche righe sul suo profilo Facebook per ringraziare tutte quelle persone che ha sentito vicine lungo le ore in cui la sua casa è stata un metroquadro sepolto dalla neve, un piccolo spazio vitale da condividere con il fidanzato Vincenzo Forti, titolare di una pizzeria sul lungomare di Giulianova, e altre due persone. Giorgia era tra gli ospiti dell’hotel Rigopiano quando la valanga si è abbattuta sulla struttura. Giorgia è una sopravvissuta.

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Giorgia Galassi e la valanga chel’ha intrappolata nell’hotel Rigopiano

Ho perso la cognizione del tempo, e non l’ho ancora ritrovata. Credo che sia durata due giorni, forse qualcosa di più.

In realtà sotto la neve Giorgia Galassi è rimasta ben 58 ore, un lungo periodo trascorso abbracciata al fidanzato e bevendo il ghiaccio sciolto per rimanere in vita.

Un destino strano quello di Giorgia, rifugiatasi nell’hotel oramai tristemente famoso proprio per sfuggire alle scosse di terremoto che oramai non sopportava più:

Io soprattutto, mi ero convinta che sarebbe arrivata la botta definitiva. Avevo paura, insomma

Così, alle 17.40 di venerdì scorso, Giorgia si è ritrovata a sorseggiare tè in compagnia del fidanzato, seduta su un divanetto di vimini davanti al camino dell’hotel Rigopiano. Poi il buio.

Quando Giorgia si risveglia la hall dell’hotel è divenuta una cupola soffocata dalla neve. Le macerie dividono l’ambiente in 4 zone che comunicano solo in prossimità del soffitto. Per il resto sono isolati.

Non sentivamo alcun suono. Le nostre voci rimbombavano, e Vincenzo mi spiegava che era l’effetto della neve, una specie di cassa di risonanza. Avevo proprio questa sensazione di essere chiusa in una scatola, con la neve sopra che copriva ogni rumore. Non ho sentito niente per tutto quel tempo. Solo le voci che venivano da dentro.

Giorgia e Vincenzo però non sono soli. Con loro c’è Francesca, una ragazza che non riesce più a trovare il fidanzato, e un signore di Roma, rimasto ferito al raccio dal crollo di una trave. Poco più lontano sentono la voce di uan donna che tiene stretto il figlio mentre cerca la sua bambina.

La prima cosa è capire chi è ancora in vita e, soprattutto, dove si trovano. L’impatto della valanga li ha fatti spostare di almeno una decina di metri rispetto al posto in cui si trovavano prima del fatto, così accendono i cellulari in contemporanea per tentare di fare luce. A parte loro quattro nella sala del camino e la mamma con il suo piccolo nella zona cucina, ci sono altri bambini nell’area del biliardo e il resto degli ospiti nella sala garden.

Le ore però sono interminabili e spesso lo sconforto pare prendere il sopravvento. In quei momenti per interviene Vincenzo a sostegno del gruppo:

Ci ha tenuto su, tutti, non solo me. È stato la forza di tutto il gruppo. Ogni tanto lo sentivo che sussurrava qualche canzone, lo faceva per farci stare tranquilli

Alle 11 di venerdì poi ecco la speranza che si riaccende. Un rumore meccanico e alcune voci indicano l’arrivo dei soccorsi.

Ci spiegano tutto. Chi esce per primo, come ci verranno a prendere. Non ci mollano un attimo, si alternano a parlarci.

Entro le quattro di notte il gruppo si ritrova di nuovo insieme in ospedale. Per Giorgia la vita riprende. Purtroppo non è andata così per tutti.

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Fonte: corriere.it