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Rinuncia a 4milioni di euro e lascia l’azienda ai suoi dipendenti

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Nel XXI secolo spesso solo e soltanto un fattore governa il mercato e, dunque, il mondo del lavoro: l’avarizia. Tra i peccati capitali è senza dubbio quello che più ci colpisce quando abbiamo a che fare con il mondo degli affari: la sete di denaro è il vero motore del nostro agire e, soprattutto, dell’agire di chi tra noi è più in alto nella scala del potere.

Mai visto infatti un menager agire per qualche cosa che non fosse il guadagno più alto possibile? Vi sembrerà incredibile ma a noi è successo. Lo strano fenomeno ci si è palesato quando abbiamo incrociato la storia di Éric Belile, il patron francese del colosso della cancelleria Générale de bureautique.

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Da dipendenti a proprietari

L’uomo di affari era stato capace lungo la sua carriera di veri e propri miracoli finanziari. La qualità dei prodotti della Générale è riuscita a fruttare un fatturato di 8 milioni di euro e a portare a una crescita negli ultimi 12 mesi del 25%, aumento che ovviamnete ha accresciuto il valore dell’azienda stassa, a tal punto che, andando in pensione, Éric Belile avrebbe potuto cedere l’attività incassando una buonuscita di 4 milioni di euro. Il sogno di ogni imprenditore, vi pare? Qualcosa però era per Éric leggermente incoerente:

Devo tutto ai miei dipendenti. Per me è naturale che l’azienda rimanga nelle loro mani: abbiamo sviluppato i progetti insieme. Il mio non è un gesto altruista, è il giusto risarcimento

Così Éric Belile ha escogitato un modo affinché i suoi dipendenti potesero trasformarsi in proprietaria dell’azienda stessa. A fronte di un versamento iniziale, tutto il personale, unito in una cordata, provvederà a pagare il resto della cifra negli anni, sfruttando i ricavati dell’attività. Allo scopo di garantire che tali inoiti vi siano, Éric si è offerto di formare e affiancare il personale per i prossimi 5 anni.

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Non solo dunque una rinuncia a dir poco generosa a ben 4 milioni di euro ma anche un personale investimento di tempo per trasmettere le proprie conoscenze a chi si appresta a sostituirlo. Ai suoi dipendenti.

Una storia senza dubbio unica ma che, proprio in quanto tale, merita di esser raccontata.