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I processi di socializzazione: la socializzazione emotiva

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La scorsa settimana avevamo iniziato a parlare con la nostra psicologa di fiducia dei processi di socializzazione nell’infanzia, un passaggio assai delicato della crescita che merita di esser compreso al meglio.

Oggi ne affrontiamo l’aspetto più emotivo, quello in cui i genitori devono interagire al meglio con il piccolo.

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Le emozioni sono universali ed innate ma, a volte, il rapporto tra bambino e genitore può influire su di esse, modellando il comportamento emotivo del piccolo cosicchè esso si adegui alle aspettative e agli usi dei genitori.

La socializzazione emotiva del bambino dipenderà sia dalle caratteristiche del piccolo sia dai valori e dagli obiettivi dell’adulto. Alcuni studi hanno dimostrato che la socializzazione influisce sullo sviluppo emotivo in diversi modi. Sembrerebbe infatti che questa ponga dei limiti entro cui l’emotività deve essere espressa. Si è inoltre notato che ad alcune emozioni venga dato maggiore rilievo e quindi maggiore importanza rispetto alle altre. Le modalità con cui le emozioni si manifestano appaiono specifiche di una data cultura.

Ma come si forma la socializzazione emotiva? Nasce dalla reciprocità tra genitore e bambino e non sulla prevalenza di uno sull’altro. Nasce dai dialoghi emotivi cioè degli scambi non verbali, segni facciali e gesti di carattere affettivo e si stabiliscono fin dall’infanzia. Già a partire dai 2 anni i bambini sono in grado di riferire spontaneamente i propri sentimenti. Sono anche in grado di partecipare a comunicazioni con i genitori su questi stessi sentimenti. Questi scambi comunicativi sono importanti per gli adulti perché consentono loro condividere con i propri figli le interpretazioni di esperienze emotive e di spiegarne il significato e di individuare le cause. Il linguaggio è quindi un mezzo fondamentale attraverso il quale viene raggiunta la socializzazione emotiva.

Teresa Benedetti

teresabenedetti@yahoo.it

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