La psicologia inversa, cosa è e quali possono esserne i limiti

La psicologia inversa consiste in una strategia mirata ad indurre una persona a fare o dire qualcosa che in realtà non desidera fare.

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Un processo psicologico manipolativo in cui assumendo un comportamento opposto a quello desiderato ci si aspetta che uno o più soggetti siano indotti a fare ciò che realmente il manipolatore desidera.

Un esempio semplice di psicologia inversa è un bottone rosso riportante la scritta ‘non premere”. La maggior parte dei soggetti che lo visioneranno saranno portati a premere il bottone.

Quali sono i campi di applicazione e i limiti della psicologia inversa

La psicologia inversa viene utilizzata come terapia per soggetti  che hanno problemi nel relazionarsi con gli altri. Attraverso questo approccio, si riesce a raggiungere l’obiettivo, portando il soggetto a percorrere una strada inattesa.

Negli ultimi tempi questa tecnica psicologica,  viene utilizzata nel campo del marketing che si avvale di molte tecniche di neuroscienza.

Questa strategia però porta con se anche dei limiti, primo fra tutto quello di ledere l’autostima del soggetto vittima della manipolazione.

Quando esso si renderà conto di essere stato raggirato, non potrà altro che perdere fiducia nel suo potere di discernimento e di scelta.

Un altro limite della psicologia inversa riguarda l’approccio con i minori in quanto è una tecnica che sfruttando le debolezze altrui mira a manipolare.

 

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