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Come leggere le etichette nutrizionali: parte I

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:30
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Tutte cerchiamo il più delle volte di acquistare cibi sani e nutrienti ma, nonostante tanta buona volontà, scivolare qua e là è ben più semplice di ciò che si pensa.

Un passo importante per evitare grossolani errori può esser senza dubbio quello di imparare a leggere le etichette, qualche cosa che tutte dovremmo saper fare ma che si rivela sempre più difficile del previsto.

Da oggi però faremo un importante passo verso la consapevolezza. Come? Grazie al prezioso aiuto di Enzo, il nostro coach del benessere.

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Care amiche oggi vi vorrei parlare di uno dei miei argomenti preferiti, anche perché alla fine è da dove parte tutto, ovvero, imparare a leggere le etichette nutrizionali dei cibi quando andiamo a fare la spesa per essere sicuri che quello che andiamo ad ingerire sia veramente sano ed equilibrato come vorremmo.

Infatti senza avere queste conoscenze spesso veniamo tratti in inganno da quelli, chiamiamoli così, “slogan pubblicitari” che le aziende produttrici usano per farci credere che quel cibo è più adatto al mantenimento della forma fisica rispetto ad un altro. Sono sicuro che le conoscete già, esempio: “light”, “senza zuccheri aggiunti”, “con il XX% di grassi in meno”, “BIO”, “senza glutine” ecc…

Per la maggior parte dei consumatori queste diciture possono sembrare sinonimo di salute e benessere, in realtà se poi andiamo a leggere attentamente le etichette ci potremmo accorgere che la maggior parte di questi prodotti non sono poi così sani. Esempio se sulla confezione di un succo di frutta troviamo “senza zuccheri aggiunti” molti pensano che allora vada bene, a me viene da pensare: “Ma se è frutta, ovvero solo acqua e zuccheri, che ce lo metti a fare altro zucchero? Ne ha già abbastanza così!”

E con esempi così ne potremmo fare un’infinità. Ecco, un accorgimento però che mi sento di dare a tutte le mamme: avete presente quelle famosissime pagnotte di pane soffice soffice (non faccio il nome della marca) con cui siamo sempre stati abituati a farci dei toast, o panini con la marmellata o con la famosissima cioccolata spalmabile? Bene, se leggete attentamente l’etichetta di quel “pane” (mi fa strano addirittura chiamarlo pane) vi accorgerete che è trattato con ALCOL ETILICO, se siete curiose di capire cos’è e che effetti ha sulla salute vi consiglio di farvi una bella ricerca su internet (su siti autorevoli e ufficiali di enti competenti, non andate su blog vari e anonimi).

Ora tornando al tema di questo articolo: quali sono le principali voci da controllare sulle etichette?

Il focus deve andare prima di tutto sui macronutrienti, proteine, carboidrati e grassi e mi sento di aggiungere anche la voce del sodio (sale). Poi sulla lista degli ingredienti, facendo mente locale anche a quanto detto negli articoli precedenti.

Escludendo da questo controllo tutti i cibi che troviamo nella loro forma naturale (es. frutta, verdura, legumi, cereali, semi, ecc…) perché sono perfetti così come la natura li ha fatti, questa attenzione va rivolta quando andate a prendere dei cibi lavorati, preconfezionati, surgelati (es. crackers, derivati animali confezionati e lavorati, snack, merendine, dolci, pasta, ecc…).

PROTEINE: quante più ce ne sono meglio è, se sono proteine vegetali ancora meglio (del perché ne avevamo parlato negli articoli sulle proteine). Questo perché l’apporto di proteine buone nelle nostre abitudini occidentali sta andando sempre più diminuendo. Il mio consiglio poi è sempre quello di contattare un coach in grado di potervi aiutare a calcolare il vostro fabbisogno proteico giornaliero per poi preparare un piano per soddisfarlo.

CARBOIDRATI/DI CUI ZUCCHERI: cercate di scegliere prodotti con meno di 25gr di zuccheri per 100g di prodotto.

GRASSI/DI CUI SATURI: cercate di limitare il totale dei grassi a meno di 5gr per 100gr di prodotto e i grassi saturi a meno di 2gr per 100gr di prodotto.

SODIO (sale): spesso ci dimentichiamo del sale. E purtroppo i cibi molto lavorati sono molto più soggetti ad elevati livelli di sodio, perché il sale ha sia la funzione di conservante che esaltatore del gusto. Come sappiamo tutti troppo sale fa male, quindi cerchiamo di limitare il consumo di cibi salati e anche quando cuciniamo cerchiamo di evitare l’uso del sale, vi accorgerete che è solo una questione di abitudine, non ne avete veramente bisogno. A maggior ragione se avete dei bambini a casa, meno li abituate a mangiare saporito da piccoli e meno ne vorranno quando cresceranno. In questo modo gli state già contribuendo a mantenere in buono stato la loro salute negli anni.

Mi rendo conto che possono sembrare cose difficili da fare subito, ci sono passato anch’ io ed essendo originario del Sud Italia potete già immaginare che genere di “educazione alimentare” ho ricevuto in passato, ma ricordate che tutto questo servirà a farvi diventare…

…La Miglior Versione di Voi Stesse

Enzo Margotta

Coach del Benessere

Membro indipendente Herbalife

https://m.facebook.com/coachenzoh24/