LIBRI: Intervista esclusiva a Eleonora Carta, autrice de “L’imputato”

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con la scrittrice Eleonora Carta che ha sempre creduto che sarebbe diventata un avvocato, ma alla fine degli studi universitari ha capito che i palazzi di giustizia non facevano per lei.

 

Vive tra Torino e la Sardegna. Per la Newton Compton ha pubblicato il romanzo L’imputato e il racconto Ultima notte nella vecchia casa, incluso nell’antologia Delitti di Capodanno.

 

Inoltre, ha scritto Delitto al museo, pubblicato in precedenza con il titolo La consistenza dell’acqua.

 

Ecco cosa abbiamo scoperto del suo mondo…

 
coverA quale giallista senti di poterti accostare?

 

Non ho un vero riferimento tra i giallisti. La mia fonte di ispirazione è da sempre Stephen King, che è il maestro del thriller, non esattamente del giallo. Ma se devo fare un nome, allora dico Margherita Oggero. Donna e scrittrice eccezionale, che ho avuto la fortuna di conoscere.

 

In Italia non sono molti gli scrittori di legal thriller, tu fra questi. È dovuto ai tuoi studi universitari o hai sempre avuto questa passione?

 

Sì, dovuto certamente ai miei studi. Non ho esercitato la libera professione, ma il mondo dei tribunali in qualche modo continua ad attrarmi, e forse anche ad appartenermi. E allora ho provato a unire due passioni. La scrittura e la legge.

 

Quando decidi l’assassino? Mentre costruisci la storia o è il primo elemento da cui parti?

 

Non è l’elemento da cui parto, ma lo decido nelle prime fasi della stesura.

 

Perché la scelta stilistica di usare due piani di narrazione?

 

Per mettere il lettore “dentro” la scena. Ne La consistenza dell’acqua (riedito d NewtonCompton come Delitto al museo n.d.r.) ogni capitolo inizia con una parte al presente e in corsivo, per consentire a chi legge di inquadrare subito chi sarà protagonista della narrazione che segue.

 

 

limputato_7581_x1000Torino esoterica è teatro del primo libro, nel secondo la ritroveremo?

 

Esattamente. Anche L’imputato (uscito il 7 luglio per la nuova collana First della Newton Compton) è ambientato a Torino. Questa volta però negli ambienti misteriosi della comunità islamica.

 

Il prequel de La consistenza dell’acqua uscito solo in ebook, è molto particolare, inoltre è l’unico punto dove possiamo osservare Elisa Giordano ancora viva. Pensi di aggiungerlo al cartaceo, in una riedizione de La consistenza dell’acqua?

 

Sarebbe stato molto bello farlo. Ma la riedizione de La consistenza (che adesso si chiama Delitto al museo n.d.r.) non lo contiene.

 

 

Che il cuore di Eleonora Carta sia sardo in ogni sua fibra è cosa nota, ma la descrizione attenta del quadrilatero di Torino, odori, colori, sensazioni fa supporre che la città sabauda non ti sia così indifferente, o no?

 

È un luogo speciale. Rappresenta un passaggio complesso della mia vita. Una scelta che – forse per la prima volta – è stata soltanto mia. Mi sono affezionata alla sua bellezza, e mi sento privilegiata di poterla vivere.

 

Sopravvivi alle cioccolaterie di Torino?
A stento. Ne ho una proprio vicino casa e nei giorni di produzione il profumo nell’aria è ubriacante.

 

Ambienterai mai una storia nel quartiere di Mirafiori?
Che strana domanda. Non ci avevo mai pensato prima. Magari chissà, mi hai appena dato un’idea.

 

Sembra che Eleonora Carta non ami Giovanni Rizzo? Fai forse il tifo per Sermonti?

 

No al contrario. Cesare Sermonti mi è cordialmente antipatico. Ma non volevo lasciar trasparire le mie preferenze, a quanto pare ci sono riuscita! 😉

 

Vivere nei libri, come fai tu che collabori a diverse iniziative culturali della Libreria Ponte della Dora, e alla gestione di un stand del SalTo in che modo ha cambiato la tua visione degli scrittori e del mondo dell’editoria?

 

Ho imparato tante cose, e credo ne imparerò ancora tante. Prima che La consistenza dell’acqua fosse pubblicato, avevo un’idea vaga e del tutto erronea del mondo dell’editoria. Ora vedo tante cose secondo una prospettiva diversa, e capisco meglio certi meccanismi. Certamente le esperienze vissute a Torino mi hanno formata e aiutata a crescere in modo significativo.

 

Il Festival del libro di Iglesias è nato da visione tua e di pochi amici, gli Argonautilus, e ora Iglesias è candidata ad essere capitale della cultura 2018…quale la tua reazione nell’apprendere la notizia?

 

Gli Argonautilus hanno avuto un ruolo importante nella redazione del Dossier di Candidatura di Iglesias Capitale della Cultura 2018. La notizia quindi mi rende enormemente felice. Organizzando la prima edizione della Fiera del Libro di Iglesias (tenutasi dal 22 al 25 aprile 2016) volevamo attirare su Iglesias l’attenzione del mondo editoriale, e proporre la città come centro per la diffusione della cultura del libro e della lettura. La Candidatura a Capitale della Cultura 2018 si innesta in questo solco, e siamo sicuri non potrà che portare in città nuovo entusiasmo e iniziative positive.

 

 

Detto fra noi, tu ci sei stata veramente nella cella frigo del Museo di Scienze Naturali di Torino?

 

Detto tra noi, sì. Grazie alla collaborazione dello staff del Museo, ho visitato i sotterranei – solitamente interdetti al pubblico – e la cella di congelamento di cui parlo. La descrizione quindi è assolutamente realistica.

 

Silvia Casini

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