LIBRI: Intervista esclusiva ad Alessia Coppola, autrice di “Alice from Wonderland”

Avevamo già intervistato la scrittrice, illustratrice e blogger Alessia Coppola in occasione dell’uscita della favola La stella che il buio cacciò, ma oggi abbiamo proprio voglia di scoprire tutti i retroscena legati al romanzo Alice from Wonderland (Dunwich Edizioni).

 

Cosa accadrebbe se Alice varcasse la dimensione di Wonderland? Quanto labile diverrebbe il confine tra lucidità e follia? Una strega, un sortilegio e un libro sono il principio di tutto. Alice non è più la bambina sprovveduta che vagheggiava tra labirinti di carte. È una giovane innamorata, alla ricerca della propria identità. Per trovarla viaggerà nel tempo e oltre il tangibile. Scrittori, scienziati, circensi e matti sono i suoi compagni in uno straordinario viaggio verso una meta impossibile. Sottomondo non è mai stato così sopra.

 

Ecco cosa ci ha rivelato Alessia Coppola su questo straordinario mondo. Che la magia abbia inizio, la tana del coniglio vi aspetta!

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Come è nata l’idea di dare nuova vita e veste alla protagonista nata dalla penna di Lewis Carroll?

 

Come tutte le mie storie, è nata un po’ per caso. È stata Alice a chiamarmi, da un angolo remoto della mia infanzia mai perduta. Ho scelto questo soggetto perché poteva abbracciare passato e modernità, avvicinando così i lettori a un classico senza tempo, che ho amato follemente da bambina.

 

Che tipo di libri ti piace leggere?

 

Prevalentemente fantasy, ma leggo qualsiasi genere purché sia ben scritto. Mi piacciono le opere ricercate, con uno stile ricco e poetico. Se un romanzo mi cattura con la prosa, divento lettrice fedele di quell’autore.

 

Come è nato Freak Love, lo spin-off di Alice from Wonderland? E’ incentrato soprattutto sullo Stregatto?

 

Freak Love è uno spin off incentrato sulla figura dello Stregatto. È uno di quei personaggi che, mentre Alice affrontava un certo percorso nella prima parte del libro, lui viveva un’altra vita. E dovevo giustificare la sua assenza. Non posso dire come e perché Wade (Stregatto) sia arrivato a lavorare in un circo, in un freak show, ma la scelta è stata spontanea. Anche qui non ho ragionato più del dovuto. È stato il personaggio a suggerirmi la sua strada.

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Che importanza dai all’amore durante la stesura di una storia?

 

L’amore è fondamentale, in tutte le sue molteplici forme. È l’amore che mi induce a scrivere. La scrittura è amore.

 

Il mondo immaginifico di Carroll si può dire che ti ha letteralmente folgorata, non è così?

 

Sono cresciuta con quel libro e con tanti altri che hanno forgiato la mia immaginazione. Credo di essere il risultato di tutto ciò che ho letto e immaginato. Per questo sono grata a chi prima di me ha gettato il seme della propria fantasia.

 

Per quanto concerne Blue Dream, l’altro spin-off di Alice from Wonderland… il futuro di Algar oscilla tra l’ossessione e il raggiungimento della felicità. Come sei riuscita a coniugare romance, fantasy e realismo magico?

 

Non so se ci sia pianamente riuscita, ma ci ho provato. In realtà, la stesura non è stata ragionata. Può sembrare curioso, ma io non strutturo mai una scaletta per le mie storie. E raramente prendo appunto. Sono già tutte nella mia testa e sono davvero i personaggi a prendere la piega che vogliono. Io sono solo un mezzo, attraversato dall’immaginazione.

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E ora veniamo ad Alice through the looking glass… lì c’è un mondo alla rovescia oltre lo specchio, un luogo oscuro in cui dimorano le ombre e una regina dal cuore nero. Come hai creato Mechanicland, il Regno di Ferro? L’ispirazione di partenza? E come sei riuscita a mescolare alla perfezione steampunk, fantasy e mondo fiabesco?

 

Credo fosse necessario far compiere un’evoluzione ad Alice, farla crescere, farle affrontare le sue paure più cupe. E cos’è che noi temiamo più tutto? Qual è la prova più difficile alla quale siamo chiamati? Guardarci dentro. Ho voluto che in questo romanzo, Alice affrontasse se stessa (vedrete poi come) e vincesse sulle paure. Il mondo oscuro di Mechanicland in realtà è affiorato man mano. In realtà, ho iniziato la mia carriera scrivendo storie gotiche. Quindi, avevo il desiderio di sfiorare di nuovo certe sfumature. L’intreccio con i vari generi è stato voluto, quanto casuale. Mi affido sempre al fato e alle mie storie, loro sanno sempre più di me.

 

Progetti futuri?

Il 29 luglio è in uscita per Harper Collins il mio primo romance. Prova ardua per me, sempre dedita al fantasy. Ho due romanzi pronti nel cassetto, uno in stesura e quattro progetti. Diciamo che sono in attesa di risposte.

 

Silvia Casini

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