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Le origini del tatuaggio, parte prima: Sailor Jerry

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Nuova tappa del nostro viaggio alla scoperta del magico mondo dei tattoo. Dopo averci spiegato come curare il nuovo tatuaggio, il nostro esperto Riko ci fa fare un salto indietro nel tempo e ci illustra le origini di quest’arte sempre sulla cresta dell’onda.

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Non si può parlare di tatuaggio senza almeno avere un’infarinatura delle sue origini.

Oggi quindi vi parlerò del tatuaggio tradizionale e della figura certamente più rappresentativa: Sailor Jerry.

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Sailor Jerry, re del tatuaggio tradizionale

Norman Keith “Sailor Jerry” Collins (1911-1973) fu il più famoso rappresentante del tatuaggio tradizionale. Ai suoi tempi, la prima macchinetta elettrica per i tatuaggi (ad opera dell’inventore Samuel O’Reilly) era già nata ma fu lui, a mio avviso, a trasformare quella semplice “passione per emarginati” in un vero e proprio lavoro artistico.

Sailor Jerry infatti è stato il primo a definire lo stile americano di tatuaggio. Fu lui che, prima di chiunque altro, riuscì a fondere l’iconografia folkloristica americana con la delicatezza dell’illustrazione giapponese, dando vita ad uno stile imprescindibile per chiunque si affacci alla pratica e alla cultura del tatuaggio.

Sailor JerryIl suo era uno stile unico: semplice, ma allo stesso tempo capace di forti dettagli, con tratti netti, colori intensi, bordature marcate, simbolismi, richiami nautici e militari. Basti pensare che ancora oggi, dopo più di 70 anni, molti dei suoi flash sono ancora riprodotti da tanti tatuatori nel mondo. Il grande amore per il mare e l’esperienza conseguita su tutti i mezzi di navigazione della marina, sono rimasti un elemento fondamentale della sua esistenza, e il mare e i marinai furono la più grande fonte d’ispirazione delle sue opere. Cuori, ancore, pugnali, pin-ups, teschi, rondini, splendidi cartigli con scritte e nomi di persone care: non c’è soggetto legato al mare che lui non abbia rappresentato. A lui si devono inoltre anche alcune delle frasi oggi più comunemente tatuate. “Death before Dishonor” – “Homeward bound” – “Love thy neighbor” costituiscono le basi del tatuaggio “vecchia scuola”, rievocano il buon auspicio, l’importanza dell’amicizia, del valore in guerra, il desiderio di far ritorno e riabbracciare l’amata.

Ma, oltre allo stile, fu il primo a creare pigmenti brillanti e sicuri per l’epidermide, sperimentandoli innanzitutto su stesso e dando vita ad una “gamma cromatica” davvero considerevole (basti pensare che in precedenza il viola non era nemmeno contemplato nello stile traditional). Non solo: è al suo operato che si devono i miglioramenti in termini d’igiene e sterilizzazione degli strumenti che, adeguandosi alle tecniche industriali e sanitarie, sono giunti fino a noi, oltre ad aghi in grado di trattenere meglio il pigmento così da minimizzare i traumi alla pelle e procedure più sicure: tutto questo fu merito suo.

La sua fama fu certamente ampliata anche alla sua sua presenza, in certi anni (seconda guerra mondiale e Vietnam) e in certi luoghi (Chicago, Honolulu). Ma furono proprio queste esperienze a farlo diventare un’ icona dell’arte del tatuaggio del secolo  scorso e una leggenda del contemporaneo.

Riko

Tatuatore presso Avantgarde Tattoo, Via Corridoni 148, Sesto San Giovanni (MI).

Facebook: En Rikotattoo

 

 

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