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Paolo Borsellino, 24 anni fa la strage di via D’Amelio

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Sono passati 24 anni dalla strage di via D’Amelio in cui persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’agente Antonino Vullo fu l’unico sopravvissuto.

Paolo Borsellino era ed è considerato uno dei magistrati più importanti e prestigiosi nella lotto contro la mafia, insieme al suo collega ed amico Giovanni Falcone.

paolo borsellino2In ricordo di Paolo Borsellino

Oggi è doveroso ricordarlo, perché l’Italia non può e non deve dimenticare l’operato di questo magistrato che nonostante sapesse di essere nel mirino di ‘cosa nostra’ non ha ceduto alla paura e ha sempre parlato chiaro e in modo molto diretto, le tante interviste che ha rilasciato ne sono una prova.

Nell’intervista a Lamberto Sposini, qualche settimana prima dell’attentato in cui perse la vita, Paolo Borsellino disse

” Io accetto la… ho sempre accettato il… più che il rischio, la… condizione, quali sono le conseguenze del lavoro che faccio, del luogo dove lo faccio e, vorrei dire, anche di come lo faccio. Lo accetto perché ho scelto, ad un certo punto della mia vita, di farlo e potrei dire che sapevo fin dall’inizio che dovevo correre questi pericoli.
Il… la sensazione di essere un sopravvissuto e di trovarmi in, come viene ritenuto, in… in estremo pericolo, è una sensazione che non si disgiunge dal fatto che io credo ancora profondamente nel lavoro che faccio, so che è necessario che lo faccia, so che è necessario che lo facciano tanti altri assieme a me.
E so anche che tutti noi abbiamo il dovere morale di continuarlo a fare senza lasciarci condizionare… dalla sensazione che, o financo, vorrei dire, dalla certezza, che tutto questo può costarci caro.”

Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia di Carini con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D’Amelio, dove viveva sua madre. Una Fiat 126 imbottita di tritolo che era parcheggiata sotto l’abitazione della madre detonò al passaggio del giudice, uccidendo oltre a Borsellino anche i cinque agenti di scorta.

Oggi, il Presidente Mattarella l’ha voluto ricordare così:

“L’assassinio di Borsellino, delle donne e degli uomini della scorta, costituisce una ferita grave inferta nel corpo della democrazia italiana. L’azione e l’esempio di queste personalità costituiscono un’eredità ricca e positiva, a cui hanno potuto attingere tanti altri servitori dello Stato, e, insieme a loro, numerosi cittadini e tanti giovani. Dobbiamo essere consapevoli di questo patrimonio e impiegarlo perché la vittoria sulla criminalità sia piena. Onorare Borsellino significa continuare la sua battaglia. Lo Stato e la società hanno gli anticorpi per colpire e sconfiggere tutte le mafie. Il diritto e l’ordinamento democratico costituiscono garanzie, oltre che irrinunciabili presidi di civiltà. Sta alla responsabilità di tutti procedere con coerenza e determinazione. Lo spirito di unità tra le forze migliori della comunità è indispensabile in questo impegno prioritario”.

IL DISCORSO DI PAOLO BORSELLINO IN MEMORIA DI GIOVANNI FALCONE – VIDEO