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Sexting: un messaggio che significa molto di più

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Dopo averci svelato che cosa sono gli attacchi di panico e come affrontarli, il nostro psicologo di fiducia Francesco Grappone ci apre le porte di un argomento decisamente più intimo e particolare: il sexting!

Sapete di che cosa si tratta? Scopriamolo subito dopo la foto.

iStock Photo
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Il termine “Sexting” deriva dall’unione di due parole inglesi, “Sex” (sesso) e “texting” (inviare messaggi di testo) e si riferisce, appunto, allo scambio (invio, ricezione, condivisione) di messaggi o fotografie dal contenuto sessualmente esplicito o comunque inerenti la sfera sessuale. Questo materiale, generalmente realizzato con il cellulare viene poi diffuso su Intenet attraverso i canali più comuni (Whatsapp, Mail, Social Networks, blog).

E’ un fenomeno comune tra gli adolescenti e i giovani adulti. Rientra a buon diritto in tutta quella serie di attività che sono utili ad avviare il processo di scoperta della propria identità e di costruzione della propria sessualità e che sono tipiche di quella specifica fase evolutiva.

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I lati positivi del sexting

Inviare una foto sessualmente esplicita o in atteggiamenti particolarmente ammiccanti al proprio fidanzato o alla propria fidanzata, per esempio, spesso serve per dare di sé un’immagine più adulta non solo agli altri, ma anche nei riguardi di sé stessi. Questo “regalo” inviato al partner, serve proprio a gestire le tante insicurezze che caratterizzano l’adolescenza e spesso viene considerato come una “prova d’amore” per la coppia. Il mezzo tecnologico, inoltre, fornisce molteplici modalità per sperimentarsi e offre la possibilità di “osare” con grande libertà e dando la percezione che non ci sia nulla di cui avere vergogna o timore. Il pudore non viene percepito come limite.

Va detto che diversi aspetti della questione devono essere inclusi nell’ambito delle normali manifestazioni con cui i giovani cercano di esprimere la propria affettività e di esplorare la sfera amorosa e sessuale. Inoltre, condividere “tra pari” immagini e/o video di natura sessuale, potrebbe essere anche visto come un mezzo “protetto” per entrare in intimità con un partner.

Questo potrebbe essere di grande aiuto, per esempio, per gli adolescenti particolarmente timidi o particolarmente ansiosi. Per loro avere a disposizione queste possibilità potrebbe costituire una sorta di “allenamento” per testare la propria immagine senza esporsi allo stress di doversi mostrare direttamente in un approccio vis a vis.

Alcune attività tipiche del sexting, quindi, non devono essere stigmatizzate eccessivamente, ma vanno considerate come naturali e “fisiologiche” sperimentazioni che servono a capire come si viene percepiti e a controllare la propria immagine. Nella maggior parte dei casi, inoltre, lo scambio di foto, video o messaggi resta circoscritto all’interno della relazione intima.

Altra cosa da considerare è che la maggior parte degli adolescenti trova nel sexting, come motivazione principale, sia quella di essere notato che la ricerca di “gratificazioni narcisistiche” (ricevere complimenti o sentirsi sexy).

Il motivo principale, quindi, non sembra quello di ottenere eccitazione sessuale. Lo scopo principale dello scambio di questo materiale è quello di far apparire il diretto interessato desiderabile e apprezzabile da un punto di vista sociale, all’interno del gruppo.

Francesco Grappone

francescograppone@libero.it

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