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Brexit: le conseguenze per gli italiani nel Regno Unito

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La Brexit: uscita del Regno Unito dall’Unione europea a seguito del referendum del 23 giugno avrà conseguenze per tutti. I dettagli da CheDonna.it.

I sostenitori del sì alla Ue all'annuncio dei risultati del referendum (Rob Stothard/Getty Images)
I sostenitori del sì alla Ue all’annuncio dei risultati del referendum (Rob Stothard/Getty Images)

L’annuncio della Brexit ieri è stato uno shock per tutti. In un articolo vi abbiamo spiegato quali saranno le conseguenze per il Regno Unito. Ora vediamo invece cosa accadrà invece agli italiani che vivono a Londra e nel resto del Paese per studio e lavoro.

Nella sola Londra vive circa mezzo milione di italiani. Un numero molto alto. Nella stragrande maggioranza si tratta di ragazzi in cerca di un futuro migliore, di nuove opportunità, lontano da un’Italia stagnante e con un’alta disoccupazione giovanile. Finora, i nostri connazionali a Londra si sentivano un po’ come se fossero a casa, grazie al passaporto europeo. La presenza della Gran Bretagna nell’Unione consentiva infatti a tutti i cittadini comunitari di muoversi, trasferirsi e lavorare liberamente nel Paese. Con la Brexit non sarà più così. Il Paese non farà più parte dell’Unione dunque i cittadini europei non potranno più circolare né lavorare liberamente nel Regno Unito e la stessa cosa varrà per i cittadini britannici nel resto della Ue che d’ora in poi saranno extracomunitari.

Cosa accadrà agli italiani che studiano, lavorano e vivono nel Regno Unito. Per ora niente. L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea richiederà tempo, almeno due anni. Nel frattempo ci saranno i negoziati tra Regno Unito e Ue per trattare l’uscita, anche se non sarà indolore.

Per chi vive nel Regno Unito da diversi anni, almeno cinque, e paga le tasse qui, potrà chiedere un permesso di residenza e poi la cittadinanza. Molti italiani che vivono nel Regno Unito da diversi anni lo hanno già fatto, prendendo la doppia cittadinanza, quella britannica e mantenendo quella italiana; lo consente la legge. Ci sarà quindi molto probabilmente un’impennata di domande di cittadinanza da parte degli italiani e degli altri stranieri che ormai vivono stabilmente nel Paese. La procedura per la cittadinanza richiede un anno di tempo e il pagamento di circa 1000 sterline.

Chi non vuole prendere la cittadinanza, perché non pensa di restare a vivere per sempre nel Regno Unito, potrà ottenere un visto di lavoro, presentando una richiesta da parte del proprio datore di lavoro, che potrà essere rinnovata ogni due o tre anni, in alcuni casi anche ogni cinque anni.

Brexit: andare a vivere e lavorare nel Regno Unito

I problemi ci saranno per gli italiani che hanno intenzione di trasferirsi nel Regno Unito. Non potranno più farlo come prima: semplicemente entrando nel Paese e mettersi a cercare un impiego. Come hanno fatto finora tanti ragazzi italiani. Bisognerà avere già un lavoro prima di partire. Anche se è molto probabile che molti entreranno prima da turisti, magari con un visto o permesso turistico della durata di tre mesi, troveranno un lavoro per poi ottenere un visto di lavoro. Ma la procedura sarà molto più complicata di quella applicata finora. Si dovrà trattare infatti di lavori in regola, e molto probabilmente con una certa soglia di reddito, per impedire un’immigrazione massiccia, di lavoratori poco qualificati. I britannici, infatti, hanno votato per l’uscita dalla Ue anche e soprattutto per questo motivo. Poi, sarà molto più difficile anche per i freelance andare a lavorare on Gran Bretagna. E’ probabile che anche in questo caso verranno introdotte delle limitazioni, su giro di affari, permanenza nel Paese ecc… Per i lavoratori stranieri si preannunciano tempi difficili nel Regno Unito.

Nessuna conseguenza invece ci sarà per i turisti, che potranno ancora viaggiare nel Paese, anche se molto probabilmente per una durata di tempo limitata. Quasi sicuramente non verrà richiesto il visto turistico, così come non viene chiesto ai turisti negli altri Paesi europei che non fanno parte della Ue.

Infine, per quanto riguarda gli studentiì, quelli universitari potranno ottenere un visto di studio. Ma non potranno più ricevere il prestito che al momento è esteso a tutti gli europei e copre interamente le 9 mila sterline annue di retta universitaria, da restituire solo dopo la laurea, a rate e soltanto se si ha un lavoro. Quindi fare l’università a Londra, per un italiano, sarà molto più costoso.

Gli italiani a Londra su Brexit – VIDEO