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Il tatuaggio, storia e tradizione millenaria

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Si può affermare con certezza che il tatuaggio è nato assieme all’uomo, visto che queste modificazioni del corpo sono stati rinvenuti sui resti di alcune mummie risalenti a più di 3000 anni fa. Un esempio? La mummia scoperta nel 1991 sulle Alpi e ribattezzata Ötzi: risale ad un’epoca tra il 3300 e il 3100 a.C. ed ha ben 61 tatuaggi.

Tattoo by Riko
Tattoo by Riko

Il significato del tatuaggio tra ieri e oggi

Ovviamente a quei tempi non venivano usati aghi. Sulla pelle venivano praticate delle piccole incisioni poi ricoperte con carbone vegetale. Difatti i “tatuaggi” della preistoria consistevano in semplici punti, linee e/o croci, che si trovavano quasi sempre in corrispondenza di legamenti o articolazioni. Studi scientifici sulla mummia Ötzi hanno dimostrato che soffriva di artrite proprio in corrispondenza di quelle legature: è stato quindi ipotizzato che quei segni, più che estetici, svolgessero una funzione “magico-terapeutica”. Con il passare del tempo (e con l’evolversi della specie umana), il significato del tatuaggio è mutato.

Sopravvissuto nel secolo scorso soltanto grazie ad alcune categorie di persone – spesso ai margini della società – come circensi, marinai e carcerati, oggi giorno il tatuaggio ha perso quasi del tutto quella sorta di “cattiva fama” ed è diventato un fenomeno artistico e di costume, legando il suo unico fine alla valorizzazione dell’estetica del proprio corpo.

Oggi ci si tatua per moda (perchè “ce l’hanno tutti, quindi ne voglio uno anche io”), per far parlare di sé amici, parenti o conoscenti (sembra assurdo, ma vi assicuro che è così…la frase “riempimi il braccio di tatuaggi, ma non so quali” esprime perfettamente il concetto), per suggellare un amore (magari effimero e destinato a svanire nel giro di qualche mese).

Soltanto pochi riescono a comprendere a fondo quello che è per me il vero significato di un tatuaggio: un “ricordo permanente strettamente personale”.

Pensiamo ad esempio ad una persona cara che ci ha appena lasciato: solitamente tendiamo a conservare gelosamente qualcosa che gli è appartenuto (ad esempio un bracciale, un vestito o una semplice fotografia). Questi che ho appena elencato sono però tutti oggetti e, in quanto tali, possono modificarsi con il passare tempo, essere smarriti o venir distrutti da qualcun altro. Il tatuaggio invece no: una volta fatto, lo indosseremo per sempre. Visto sotto questa nuova luce diventa, a mio avviso, il solo ed unico strumento in grado di preservare perfettamente, e per sempre, un ricordo.

 

Riko

Tatuatore presso Avantgarde Tattoo, Via Corridoni 148, Sesto San Giovanni (MI).

Facebook: En Rikotattoo

Mail: taraen@gmail.com

 

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