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LIBRI: ‘Diario di preghiera’

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Finalmente tradotto in italiano uno zibaldone delle riflessioni di una delle più grandi scrittrici del Novecento.

Questo diario personale di Flannery O’Connor, scritto tra il 1946 e il 1947 ai tempi dell’università in Iowa e di recente ritrovato tra le sue carte in Georgia, è molto più di una raccolta di preghiere: è un singolare dialogo con Dio, il colloquio silenzioso e appassionato di una giovane donna intelligente alla ricerca della propria strada e determinata a metterla al servizio di una causa superiore. Una finestra sull’interiorità di una delle maggiori narratrici americane del secolo passato. Scavando nel profondo dei propri sentimenti e paure – di essere mediocre, stupida,  presuntuosa – Flannery O’Connor si esercita in un costante confronto con la fede cattolica e i maestri che la ispirano come Freud, Proust e Rousseau.

In questo documento prezioso, arricchito dalla riproduzione anastatica delle pagine del diario, già emerge l’umiltà e la sensibilità priva di retorica di un’autrice le cui ambizioni e valore letterari si intrecciano con una incessante tensione verso il divino e la grazia: “Se devo faticare per il mio lavoro di scrittrice, caro Dio, lascia che sia al Tuo servizio. Mi piacerebbe essere santa in modo intelligente.”

Flannery O’Connor (1925-1964) è considerata tra i narratori più importanti del Novecento americano. Tra le sue opere ricordiamo i romanzi La saggezza nel sangue (1952) e Il cielo è dei violenti (1960), e le raccolte di racconti Un brav’uomo è difficile da trovare e altre storie (1955) e Punto Omega, pubblicato postumo. Presso Bompiani sono disponibili Tutti i racconti (2009).