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“I dolori mestruali sono peggio di un infarto” è ufficiale!

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I dolori mestruali non sono una passeggiata, spesso vengono minimizzati dagli stessi dottori e l’unico rimedio a cui ricorrono è prescrivere qualche antidolorifico.

Ma è ufficiale (finalmente diremmo noi donne) che i dolori mestruali sono definiti “peggiori di un attacco di cuore”, a dirlo è John Guillebaud, professore alla University College di Londra con la specializzazione in medicina della riproduzione. Le sue parole “Credo sia qualcosa che debba essere curata come una qualsiasi altra malattia. I dolori da ciclo non dovrebbero essere sottovalutati, sono peggio di un attacco di cuore. E gli uomini non lo possono capire”.

I dolori mestruali possono essere devastanti!

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Quante donne soffrono terribilmente in quei giorni e a quante di queste non viene riconosciuta la giusta importanza di quel momento particolare che spesso risulta essere molto doloroso? A cosa è dovuta questa minimizzazione?

Alcuni studi hanno ricondotto la questione al fatto che le donne hanno una capacità di sopportazione del dolore molto più elevata rispetto agli uomini. È stato dimostrato che un uomo, prima di chiedere aiuto, riesce a sopportare i dolori addominali per 49 minuti, mentre la donna è capace di subire gli stessi identici dolori per ben 65 minuti. Si tratta di 15 minuti in più, e non è per niente da considerarsi poco.

Fin dal passato e dall’antichità, il fenomeno del ciclo mestruale, era visto come qualcosa di negativo. C’era e c’è ancora una scuola di pensiero che indica la donna incline a esasperare e drammatizzare ogni situazione, anche per quanto riguarda i dolori. La sofferenza, quindi, è meno giustificata rispetto a quella di un uomo.

E’ finita l’era in cui le mestruazioni e i dolori mestruali sono definiti un tema tabù, sono una realtà, un argomento che merita la ricerca medica, scientifica e comprensione, soprattutto da parte degli uomini che pur non avendo idea di cosa si tratta proprio a livello fisico e ormonale, liquidano il tutto con un “passerà”.

Fonte: VanityFair.it