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LIBRI: ‘Dal tragico all’osceno’

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Nel paesaggio mediatico contemporaneo il tragico è stato sostituito dall’osceno. Il trionfo dell’oscenità di massa sull’arte tragica rende impossibile una rappresentazione partecipe e catartica della sofferenza umana. Questo profondo rivolgimento culturale precipitò negli ultimi decenni del Novecento. Mai come a partire da quel momento le occasioni di assistere allo spettacolo della sofferenza altrui sarebbero state tanto quotidiane e immediate. Ben presto l’uomo che abitava il mediascape di fine millennio si trasformò in un animale anfibio, capace di vivere simultaneamente in due ambienti opposti: all’asciutto del proprio mondo pacifico e protetto ma anche immerso nella palude insanguinata da vittime di apocalissi lontane. La nostra pelle squamata si sarebbe presto dimostrata perfettamente impermeabile a entrambi gli ambienti. Qualsiasi tragedia altrui ci sarebbe scivolata addosso.

Analizzando e comparando romanzi, film, fotografie e televisione, questi saggi di Scurati scavano sotto il fasullo senso umanitario di una società gaudente, ludica, stupidamente euforica, arrogantemente dimentica dell’angoscia del morire, una cultura che nella panacea della visibilità elettronica s’illude di poter mettere a morte la morte.

Antonio Scurati è ricercatore all’Università IULM di Milano dove insegna letterature contemporanee e scrittura creativa. Editorialista della “Stampa”, ha pubblicato i romanzi Il rumore sordo della battaglia (2002, Premi Fregene, Chianciano e Khilgren), Il sopravvissuto (2005, con cui ha vinto la XLIII edizione del Premio Campiello), Una storia romantica (2007, Premio SuperMondello), Il bambino che sognava la fine del mondo (2009, finalista Premio Strega), La seconda mezzanotte (2011), Il padre infedele (2013, finalista Premio Strega) e Il tempo migliore della nostra vita (2015, Premio Viareggio, Premio Selezione Campiello). Tra i suoi saggi si segnalano Guerra. Narrazioni e culture nella tradizione occidentale (2003), La letteratura dell’inesperienza (2006), Gli anni che non stiamo vivendo (2010) e Letteratura e sopravvivenza (2012). Insieme a Lorenzo Scurati ha realizzato il documentario La stagione dell’amore (2010).