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Mortalità materna in netto calo nel mondo

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La mortalità materna è diminuita in modo considerevole nel mondo, lo comunica l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tutti i particolari da CheDonna.it.

Gravidanza (Thinkstock)
Gravidanza (Thinkstock)

La buona notizia arriva dall’Organizzazione Mondiale dalla Sanità: sempre meno mamme muoiono nel mondo durante la gravidanza o il parto. Certo, gli ultimi casi di cronaca verificatisi in Italia potrebbero far pensare il contrario, almeno nel nostro Paese, ma le condizioni di gestanti e puerpere hanno avuto un netto miglioramento negli ultimi 25 anni, anche in Italia.

Dal 1990, comunica l’Oms, la mortalità materna si è ridotta di circa il 44%, passando dalle 532 mila vittime di 25 anni fa alle 303mila di quest’anno, in tutto il mondo. Il rapporto globale oggi è di circa 216 decessi ogni 100mila nascite, mentre nel 1990 era di 385 morti materne ogni 100mila nascite. Si ha mortalità materna nel caso di decesso della donna durante la gravidanza, il parto o entro i 42 giorni da tale evento.

Una riduzione dei decessi si è avuta anche nel nostro Paese. L’Italia si trova infatti nella top ten mondiale dei Paesi con i tassi più bassi di mortalità materna.

Mortalità materna: lo studio

Lo studio è stato condotto da esperti in Messico e Stati Uniti e pubblicato sul Bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Gli esperti hanno poi messo in evidenza il fatto che più di un quarto dei decessi materni è dovuto a cause indirette rispetto alla maternità, come ad esempio il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari, nei Paesi poveri le malattie infettive o la tubercolosi, condizioni che spesso sono preesistenti alla gravidanza e provocano complicazioni. Gli studiosi parlano in questi casi di “transizione ostetrica“, un termine coniato di recente per descrivere il passaggio della mortalità materna da cause dirette a cause indirette.

Per quanto riguarda, invece, le cause dirette di morte materna, si tratta per lo più di complicanze ostetriche che insorgono durante la gravidanza e il parto. Casi che però sono diminuiti in modo netto in tutto il mondo, anche nei Paesi a reddito medio-basso.

Gli studiosi hanno accertato che tende a crescere il rischio che le malattie non trasmissibili, come diabete, obesità e patologie cardiovascolari, possano compromettere i progressi compiuti nel miglioramento della sopravvivenza materna. Per questo gli sforzi devono essere diretti alla prevenzione e al trattamento di queste malattie prima della gravidanza. “La nuova Strategia Globale per la salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti (2016-2030) propone ai governi alcune azioni chiave che è possibile intraprendere per porre fine a tutte le cause evitabili di mortalità materna”, spiega la Dott.ssa Flavia Bustreo, Vice Direttore Generale per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini presso l’Oms.

Il decesso materno è un parametro importante per misurare il livello di sviluppo di un Paese ed è indicativo dell’efficienza del sistema sanitario.