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LIBRI: ‘Indaffarati’

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LA PORTA ROMA INDAFFARATI

Nel mondo nuovo ognuno di noi è “indaffarato”: sia nell’ansioso tentativo di restare sempre connesso sia nel condividere, nello scambiarsi qualcosa. La cultura umanistica, ridotta a materia per specialisti e tradita da se stessa per aver giustificato la barbarie, interroga oggi la nostra concreta esistenza. La tradizione può tornare a parlare. Le sue parole, scritte sui muri della metropolitana e nello spazio immateriale della Rete, invocano di essere messe alla prova. Le nuove generazioni leggono poco, appaiono smemorate, fanno troppe cose simultaneamente e sono meno abili a manipolare la lingua, però chiedono alle idee di incarnarsi in pratiche di vita (altrimenti non vi si appassionano), e tentano di rideclinare il concetto di intelligenza (come coerenza tra ciò che uno dice e ciò che uno fa) e quello di impegno (legandolo al quotidiano, non all’ideologia). E almeno nelle minoranze più attive l’etica vissuta prevale sul “culturalismo” e sul sapere libresco, l’umanità tangibile su un umanesimo disincarnato, l’esempio concreto sulle idee astratte.

Filippo La Porta, critico letterario e saggista, collabora a quotidiani e riviste, tra cui il “Domenicale” del “Sole24ore”, “Il Messaggero”, l’“Espresso”. Tra i suoi libri ricordiamo La nuova narrativa italiana (Bollati Boringhieri, 1995), Non c’è problema. Divagazioni morali su modi di dire e frasi fatte (Feltrinelli, 1997), Maestri irregolari. Una lezione per il nostro presente (Bollati Boringhieri, 2007), Dizionario della critica militante (con Giuseppe Leonelli, Bompiani, 2007), Meno letteratura, per favore (Bollati Boringhieri, 2010), Pasolini (Il Mulino, 2012), Poesia come esperienza. Una formazione nei versi (Fazi, 2013) e Roma è una bugia (Laterza, 2014).

Filippo La Porta la prossima settimana presenterà Indaffarati:

a ROMA martedì 10 maggio, ore 18 La Feltrinelli Galleria Alberto Sordi con Antonio Pascale e Nadia Terranova;

al SALONE del LIBRO di TORINO sabato 14 maggio, ore 11 – sala Blu con Giuseppe Culicchia, Piero Dorfles e Paola Mastrocola.