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Johnson & Johnson: ancora una condanna per il talco

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Johnson & Johnson nuovamente condannata negli Usa per il talco.

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Una nuova condanna per l’azienda statunitense di prodotti per la cura del corpo Johnson & Johnson. A finire sul banco degli imputati sono ancora una volta i suoi prodotti a base di talco, che avrebbero cagionato gravi danni alla salute dei consumatori.

Nel primo caso, risalente a qualche mese fa, la multinazionale era stata condannata a pagare 72 milioni di dollari (65 milioni di euro) a titolo di risarcimento ai familiari di Marvin Salter, una donna di 62 anni morta nel 2015 per un cancro alle ovaie.

Ora, una nuova condanna è stata inflitta alla Johnson & Johnson sempre a causa di un tumore alle ovaie, che ha colpito una donna di 62 anni del South Dakota, Gloria Ristesund, che ha citato l’azienda in giudizio ritenendola responsabile del cancro a seguito dell’uso per anni dei suoi prodotti a base di talco. Un tribunale si St. Louis, in Missouri, ha dato ragione alla donna, riconoscendo la responsabilità della Johnson & Johnson, condannandola ad un risarcimento di 55 milioni di dollari.

La Johnson & Johnson ha respinto ogni addebito, sostenendo che decenni di ricerche scientifiche proverebbero la sicurezza del suo talco. Inoltre, ha sottolineato che i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) non abbiano identificato la sostanza come un fattore di rischio per il tumore alle ovaie. La Johnson & Johnson ha poi annunciato che farà ricorso anche contro quest’ultima condanna, ma le sue vicende giudiziarie sono molto problematiche poiché deve fare fronte altre 1.200 cause pendenti sulla stessa tematica, mentre altre potrebbero essere intentate nei suoi confronti.

Da alcuni anni si teme che il talco in polvere, soprattutto se usato sui genitali, possa aumentare il rischio di cancro alle ovaie, ma le prove non sono unanimi e definitive.