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LIBRI: ‘Caino. L’ultimo manoscritto’

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Per la prima volta tradotto in italiano, un testo misterioso e seducente, estrema frontiera della scrittura e della ricerca artistica di Gregor von Rezzori.

Pubblicato postumo in Germania nel 2001, Caino è l’ultima opera di Gregor Von Rezzori e rappresenta una ipotetica “continuazione” del romanzo La morte di mio fratello Abele, in cui il protagonista Aristides, nel 1968, vorrebbe scrivere il libro della sua generazione, ma ne è continuamente distolto dalla frammentazione della vita e dei ricordi, e nel descrivere la propria incapacità scrive di fatto il romanzo che noi lettori andiamo leggendo. Caino è il risultato di un incessante lavorìo su una massa imponente di appunti, abbozzi, ripensamenti, assemblati in un’opera che, muovendo dagli stessi luoghi e personaggi del romanzo precedente, di fatto ne inficia alcune certezze, osservandole da una o più prospettive diverse. Le illusioni e gli inganni della Germania del secondo dopoguerra, dove un capitalismo aggressivo e privo di scrupoli si esprime anche attraverso il cinema, l’americanizzazione dell’Europa e del mondo, la progressiva perdita di autenticità e bellezza sono alcuni dei temi sui quali il romanzo si sofferma.  Andrea Landolfi

Gregor von Rezzori (1914-1998) è nato a Cernowitz in Bucovina, allora parte dell’impero austro-ungarico, e ha vissuto a Vienna, Bucarest, Berlino, Parigi e a lungo in Italia. Dopo la seconda guerra mondiale ha iniziato un’intensa attività di romanziere. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Storie di Maghrebinia, Edipo vince a Stalingrado, Tracce nella neve, Memorie di un antisemita. E  La morte di mio fratello Abele (Bompiani, 2014).

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