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LIBRI: ‘La ballata di Jordan e Lucie’

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Dall’autore di Granpa’ e Reato di fuga, una storia toccante e sincera sull’affettività nell’handicap e il diritto all’amore. 

In libreria il nuovo romanzo di Christophe Léon:

A Lucie, 14 anni, volontaria in un programma scolastico di integrazione, viene affidato Jordan, un ragazzo più grande di alcuni anni, affetto da handicap mentale. Malgrado le difficoltà iniziali e la derisione dei compagni, l’handicap di Jordan, anziché un ostacolo insormontabile, diventa agli occhi di Lucie quel qualcosa in più che suggella un legame affettivo molto forte, forse l’amore, sicuramente l’amicizia tra due persone diverse ma ugualmente maltrattate dalla vita e in cerca di un po’ di felicità.

Torna in libreria Christophe Léon, amatissimo autore per ragazzi approdato in Italia con Granpa’ (Camelozampa, 2012, finalista Premio Legambiente) e ora tra i finalisti al Premio Andersen con Reato di fuga (Sinnos, 2015).
La ballata di Jordan e Lucie è la storia, mai retorica e mai edulcorata, della nascita di un amore nonostante, o forse grazie, alla diversità. Un romanzo che alterna i punti di vista di Lucie e Jordan, a cui la scrittura di Léon, sempre asciutta e priva di sbavature, restituisce due voci dirette, affilate nel mettere a nudo la sofferenza e il bisogno di un po’ di felicità che uniscono due adolescenti all’apparenza tanto diversi.

Filo conduttore della narrazione è Thelma & Louise (il titolo è un omaggio alla soundtrack The Ballad of Lucy Jordan), il film preferito di Jordan, con cui il romanzo divide un crescendo finale da vero “road movie”. Una narrazione che tiene incollati fino alle ultime righe, con un’accelerazione mozzafiato, sino a una conclusione tutt’altro che scontata.

Christophe Léon, nato ad Algeri nel 1959, diplomato alle Belle Arti di Marsiglia, dal 2002 scrive romanzi in cui affronta temi sociali e ambientalisti, destinati agli adolescenti, ai quali dedica un’intensa attività di divulgazione nelle scuole di tutta Europa.

In Italia è stato tradotto per la prima volta da Camelozampa con Granpa’ (2012), cui è seguito Reato di fuga (Sinnos, 2015), finalista al Premio Andersen 2016.