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MUSICA: Luigi “Grechi” De Gregori aprirà la tappa milanese del “Folk CooperaTour”

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FOTO_Luigi Grechi2_bGiovedì 21 aprile all’Alcatraz di Milano (via Valtellina 25) LUIGI “GRECHI” DE GREGORI aprirà la tappa milanese del “Folk CooperaTour” di DAVIDE VAN DE SFROOS e proporrà alcuni brani estratti dalla raccolta TUTTO QUEL CHE HO 2003-2013 (una collection che racchiude i suoi pezzi più rappresentativi in cui si mescolano storie e personaggi molto cari al cantautore), tra cui “Il Bandito e Il Campione” (brano che Luigi scrisse per il fratello Francesco). 

La serata inizierà alle ore 21.00 con il mini live di Luigi “Grechi” De Gregori, per poi proseguire con il concerto di Davide Van de Sfroos.

“Sono stato sempre incuriosito ed interessato ai cantautori che si sono espressi nelle loro lingue locali – racconta Luigi “Grechi” De Gregori – I nostri dialetti sono minacciati di estinzione e questa sarebbe un grave danno per tutta la cultura italiana: si, proprio così, perché i dialetti arricchiscono la nostra lingua o addirittura ne svelano le radici e la storia. Così ero interessato molto a quello che scriveva Van De Sfroos ed ebbi occasione di ascoltarlo e incontrarlo qualche anno fa, a Roma in un bellissimo concerto di taglio folk-rock proprio come piace a me e per di più dopo aver vissuto vent’anni a Milano riuscivo capire un po’ del suo “laghee”: Davide aveva cominciato a volare su tutta la penisola e non era più ascoltato solo dai suoi fans lombardi. E poi ci vedemmo ancora sul palco dell’Ariston, a Sanremo, per ricordare Woody Guthrie. Così mi ero fatto l’idea che le nostre vite artistiche potessero in qualche modo comunicare e che la mia presenza sul suo palco potesse interessare il pubblico. L’occasione adesso si è presentata!”

La raccolta “Tutto quel che ho 2003-2013” (su etichetta Caravan e distribuzione iCompany) contiene 18 brani tratti dai precedenti album di Luigi “Grechi” De Gregori (“Angeli e Fantasmi”, “Pastore di Nuvole” e “Ruggine”) e ripercorre i successi del cantautore ispirati al mondo musicale d’oltreoceano ma anche a tematiche “di casa nostra”. L’album, in bilico tra il folk e l’alt-country, è disponibile in digital download, su tutte le piattaforme streaming e in tutti i negozi tradizionali. 

Luigi “Grechi” De Gregori, del tutto disinteressato alle mode e inguaribilmente attratto dalla musica dal vivo più che dalle sale di registrazione, attende qualche anno prima di pubblicare il suo primo album “Accusato di libertà” (PDU, 1975). E di libertà Grechi dimostrava di intendersene parecchio: lo troviamo infatti a suonare in giro per festival alternativi e radio libere, locali e cantine, o anche a leggere i tarocchi ai passanti e a viaggiare su e giù per l’Italia, l’Irlanda, gli Stati Uniti. Alla fine degli anni Sessanta, nel celebre locale trasteverino “Folkstudio” inizia a dirigere, insieme a Francesco Pugliese, il primo “Folkstudio Giovani” della domenica pomeriggio, uno spazio che poi divenne la fucina della cosiddetta “scuola romana” di cantautori, all’interno del quale mossero i loro primi passi artisti del calibro di Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Rino Gaetano e molti altri. A Milano fa anche il bibliotecario, come già il padre e il nonno, ma questo non gli impedisce di continuare a suonare e ad incidere brani corrosivi e spiazzanti come “Elogio del tabacco” o “Il mio cappotto”, esempi di discografia non allineata che, seppur lontanissimi dalla hit parade, cominciano a procurargli stima ed attenzione da parte di un pubblico di nicchia. Verso la fine degli anni Ottanta, con qualche disco in più all’attivo, Luigi Grechi scrive “Il bandito e il campione” (brano portato al successo dal fratello Francesco De Gregori), grazie al quale si aggiudica il Premio Tenco nel 1993 come Miglior canzone dell’anno. Passato dalla PDU alla Sony incide gli album “Dromomania”, “Azzardo”, “Girardengo e altre storie”, “Cosìvalavita”, “Pastore di Nuvole” ed infine “Angeli e Fantasmi”, il suo ultimo, ispirato lavoro. Nel frattempo, partecipa a festival itineranti con i poeti della beat generation, accompagna alla chitarra Lawrence Ferlinghetti e torna negli Stati Uniti a suonare con i suoi amici Peter Rowan e Tom Russell.