Notizie del giorno: fallito vertice con l’Egitto sul caso Regeni

Notizie del giorno: è fallito il vetrice a Roma tra investigatori egiziani e italiani sul caso dell’assassinio di Giulio Regeni al Cairo; ragazzina cade in acqua da un vaporetto durante una gita a Venezia; fissata la data delle elezioni comunali.

L'Ambasciatore italiano in Egitto Maurizio Massari, all'obitorio dove si trova il corpo di Giulio Regeni (MOHAMED EL-SHAHED/AFP/Getty Images)
L’Ambasciatore italiano in Egitto Maurizio Massari, all’obitorio dove si trova il corpo di Giulio Regeni (MOHAMED EL-SHAHED/AFP/Getty Images)

Purtroppo, come c’era da aspettarsi è fallito il vertice a Roma tra gli investigatori egiziani e gli inquirenti italiani sul caso di Giulio Regeni, il giovane ricercatore barbaramente torturato e ucciso al Cairo, tra lo scorso gennaio e febbraio. Il dossier presentato dall’Egitto, un documento di appena 30 pagine, si è rivelato gravemente insufficiente e lacunoso. I documenti presentati dagli egiziani sono stati gli stessi già consegnati un mese fa. Nessuna novità, non una spiegazione plausibile sull’incredibile ritrovamento dei documenti del ricercatore italiano presso l’abitazione di presunti delinquenti comuni, in un primo momento accusati dell’uccisione del giovane e a loro volta uccisi dalla polizia egiziana. In quello che è sembrato subito un tentativo goffo e maldestro tentativo di creare una ricostruzione artefatta di quello che era successo. Nessuna registrazione delle telecamere di sorveglianza della zona di Dokki, al Cairo, dove Giulio è sparito, dunque, non i tabulati della decina di persone vicine al ricercatore indicate dagli investigatori italiani, nemmeno il verbale completo dell’autopsia. Gli egiziani non hanno neanche consegnato i verbali delle testimonianze chieste, a partire da quella dell’autista che ha ritrovato il corpo di Giulio fino a quelle di una decina di persone tra cui sindacalisti, ambulanti, vicini e coinquilini di Regeni. Soprattutto, gli egiziani non hanno portato a Roma l’elemento ritenuto fondamentale dalla Procura di Roma: i tabulati di tutti i telefoni che agganciano la cella di Dokki il 25 gennaio e la cella che copre la superstrada Cairo-Alessandria il 3 febbraio. Le richieste elencate in una lunga lista dal Procuratore Giuseppe Pignatone sono state quasi tutte inevase. L’Italia ha pertanto deciso di richiamare immediatamente l’ambasciatore al Cairo Maurizio Massari per consultazioni.