Notizie del giorno: i genitori di Giulio Regeni chiedono la verità

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Le principali notizie del giorno: i genitori di Giulio Regeni chiedono con forza che si faccia chiarezza su quanto accaduto al figlio in Egitto; identificate le vittime degli attentati di Bruxelles; si risveglia dal coma ragazza italiana coinvolta nell’incidente dell’autobus in Spagna.

Giulio Regeni
Giulio Regeni

Era dai tempi del nazifascismo che un italiano non moriva dopo esser stato sottoposto alle torture“, queste sono state le dure parole di denuncia da parte di Paola Regeni, mamma di Giulio, il giovane ricercatore brutalmente ucciso dopo una settimana di torture, tra gennaio e febbraio scorsi, in Egitto. Giulio aveva 28 anni ed era un brillante ricercatore dell’Università inglese di Cambridge, si trovava al Cairo per motivi di studio. Aveva contatti con il mondo dei sindacalisti e degli attivisti egiziani, invisi al regime del generale Al Sisi che governa il Paese. Quello che si sa per certo è che il povero Giulio è stato ucciso in modo efferato dopo giorni di orribili torture. Forse per via delle sue ricerche, forse perché aveva scoperto qualcosa che non doveva scoprire. Sta di fatto che mentre le autorità egiziane forniscono ricostruzioni assurde e fantasiose sulla vicenda, le autorità investigative italiane possono ben poco in un Paese che non dà elementi validi per le indagini. Ieri nella sala conferenze del Senato, i genitori di Giulio hanno incontrato la stampa e la madre del giovane ucciso non le ha mandate a dire ai potenti. “La morte di Giulio non è un caso isolato – ha detto Paola Regeni -. Non è morbillo, non è varicella. La parte amica dell’Egitto ci ha detto che l’hanno torturato e ucciso come un egiziano. Forse non saranno piaciute le sue idee. E forse era dai tempi del nazifascismo che un italiano non moriva dopo esser stato sottoposto alle torture. Ma Giulio non era in guerra, non era in montagna come i partigiani, che hanno tutto il mio rispetto. Era lì per fare ricerca. Eppure lo hanno torturato”. La donna quindi è tornata a chiedere verità e giustizia per l’uccisione barbara del figlio. Ma le parole più dolorose sono quelle sull’immagine del volto di Giulio morto, sul tavolo dell’obitorio: “L’Egitto ci ha restituito un volto completamente diverso. Al posto di quel viso solare e aperto c’è un viso piccolo piccolo piccolo, non vi dico cosa gli hanno fatto. Su quel viso ho visto tutto il male del mondo e mi sono chiesta perché tutto il male del mondo si è riversato su di lui”. Un dolore che deve avere la sua risposta. Un’immagine straziante per una madre che cerca di non pensare a come hanno ridotto suo figlio, provando a sovrapporre la foto di Giulio felice nel giorno del suo compleanno, il 15 gennaio scorso, appena 10 giorni prima del sequestro. La foto in cui Giulio indossa il maglione verde e la camicia rossa (e che vi mostriamo qui a fianco). “Giulio amava divertirsi – ha detto ancora sua madre -. Il suo era un viso sorridente, con uno sguardo aperto. E’ un’immagine felice”. Paola Regeni ha aggiunto: “Io che piango sentendo le canzoni romantiche, i funerali e pure per i disegni dei bambini, finora ho pianto pochissimo. Per Giulio non riesco a piangere, ho un blocco totale e forse riuscirò a sbloccarmi solo quando riuscirò a capire cosa è successo a Giulio”.