Attentati di Bruxelles: identificata l’italiana dispersa

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Attentati di Bruxelles, purtroppo è stata identificata Patricia Rizzo, l’italiana dispersa nell’esplosione alla stazione della metropolitana a Maelbeek.

Commemorazione delle vittime degli attentati di Bruxelles (LAURIE DIEFFEMBACQ/AFP/Getty Images)
Commemorazione delle vittime degli attentati di Bruxelles (LAURIE DIEFFEMBACQ/AFP/Getty Images)

Patricia Rizzo purtroppo non ce l’ha fatta. L’italiana che risultava dispersa da martedì 22 marzo, dopo gli attentati di Bruxelles, è morta nell’esplosione alla stazione della metropolitana a Maelbeek. Il riconoscimento dalla salma è stato comunicato oggi. Fino all’ultimo si era sperato che la donna potesse essere ancora viva, magari ricoverata in stato di incoscienza in qualche ospedale. Ma così non è stato.

Patricia Rizzo aveva 48 anni, era nata e cresciuta in Belgio, ma aveva origini italiane, la famiglia era di Calascibetta, in provincia di Enna. La donna lavorava alle Ercea, l’agenzia esecutiva del consiglio della ricerca europea. Di lei non sia avevano più notizie da martedì da quando c’era stata l’esplosione in metropolitana a Maelbeek.

A dare il triste annuncio è stato il cugino di Patricia, Massimo Leonora, su facebook l’uomo ha scritto:

“Cari amici, in primo luogo grazie per il vostro sostegno, il vostro aiuto e quello degli amici di diversi paesi. Patricia purtroppo non è più tra noi. E’ dura. Abbiamo messo fine a questa corsa interminabile contro il tempo per ritrovarti: Pat, mi manchi, ci manchi. Ti voglio bene”.

Massimo Leonora ha anche pubblicato una foto che lo ritrae sorridente abbracciato alla cugina

Très chers amis, d’abord merci pour vos soutiens, vos aides et ce des différents pays…Malheureusement Patricia n’est…

Pubblicato da Mass Leone su Venerdì 25 marzo 2016

Per la loro famiglia e per le famiglie delle 32 vittime degli attentati sono ore strazianti. Il riconoscimento delle salme è molto complesso per le condizioni in cui sono stati ritrovati i corpi. Negli attentati sono rimaste colpite persone di almeno 40 nazionalità diverse. La prima vittima riconosciuta è stata la peruviana Adelma Tapia Ruiz, che era all’aeroporto di Zaventem con il marito e le sue gemelline di 4 anni. Il marito e le bambine si sono salvati per una incredibile coincidenza: la famiglia era in fila per il check in quando le bambine si sono allontanate per giocare e il padre le ha rincorse. In quel momento i kamikaze si sono fatti esplodere, vicino ad Adelma. Oltre alle vittime belghe ci sono due vittime statunitensi, un cittadino del Regno Unito, una tedesca di origine sarda, Jennifer Scintu, di 29 anni, una donna francese, un cinese, un indiano e una insegnante di ginnastica di una scuola islamica, Loubna Lafquiri.

Nel frattempo sono continuati i blitz della polizia a caccia dei terroristi ancora vivi e in fuga e dei loro complici. Nel pomeriggio sono state arrestate tre persone, in raid nei tre quartieri di Bruxelles, Schaerbeek, Forest e Saint-Gilles. A Schaerbeek, la polizia avrebbe catturato un “pesce grosso” ma non se ne conosce ancora l’identità.